Mi scuso innanzitutto per la "latitanza" obbligatami da vincende personali che mi hanno costretto ad interrompere la attività di questo blog - temporaneamente - ma in via di risoluzione.
Abbiamo però su Paderno Dugano una presenza di Blogger piuttosto elevata e i temi che tratto in questo spazio virtuale, si sono evidenziati bene e comunque.
Ho una (non solo una) mia personale preoccupazione ed è legata alla trasformazione che la città subirà in ragione delle scelte, alcune dissennate, contenute nel Piano di Governo del Territorio targato Alparone.
Ricevetti un messaggio enfatico dal sindaco in occasione della approvazione di fine anno.
Son trascorsi pochi mesi e, al di la delle fasi che vedono il PGT concretizzarsi, si rilevano diverse situazioni di criticità sul territorio.
In primis la questione del polo scolastico di Calderara.
Sono quindi a dare una chiave di lettura, forse banale, circa la sostenibilità di questa invenzione marziana!
Eh si perchè sembra di essere in balia degli omini verdi, in realtà credo più di una squadra di Giannizzeri ottomani.
Va bene motivare l'accorpamento dei plessi scolastici per la previsione di una migliore gestione dei plessi, ma i rischi sono elevati.
Si prevede una costruzione nell'area dove oggi è presente lo spazio gioco esterno dei bambini della scuola Don Milani.
A seguito della realizzazione immobiliare gli operatori dovrebbero realizzare il nuovo fabbricato prevedendo il trasferimento in prossimità del plesso della Scuola Croci, all'interno di una area oggi destinata a Parco.
Questa soluzione ...esemplare dimostra come sia contrario l'assunto circa il consumo di suolo della Giunta in occasione della adozione del PGT.
Vani proclami e intanto il suolo si consuma, eccome.
Ma il problema tangibile potrebbe essere il far fronte alle complicazioni di un intervento pubblico-privato condizionato all'intervento di edilizia privata.
Con la crisi del settore, con la difficoltà diffuse di accesso al credito e della ridondante offerta di immobili, visto il periodo di stagnazione, non è garantito il rientro dell'investimento degli operatori.
Se così fosse, anche auspicando ben altro all'imprenditore che vorrà far parte di questo gruppo di Giannizzeri, chi realizzerà il nuovo immobile per i ragazzi nel parco dietro la scuola Croci?
Gli omini verdi che arrivano da marte o dalla turchia.
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lunedì 22 aprile 2013
giovedì 22 settembre 2011
FACCIAMO UN PEDIBUS... è anche una proposta al PGT

"Facciamo un Pedibus" si legge dalla Home page del Sito Istituzionale del Comune di Paderno Dugnano.
Il Pedibus (oggi) è rappresentato da un gruppo di bambini che, al mattino, va a scuola a piedi.
I bambini sono accompagnati da uno o più genitori (ecco la novità) che si alternano, durante la settimana, a seconda delle proprie disponibilità.
Il gruppo segue un percorso a misura di bambino (non sarebbe utile farlo diventare un Pediplan?), con orari e fermate prestabiliti.
Ad ottobre si parte con le scuole primarie Fisogni, Mazzini, Manzoni e Don Milani.
Ve ne avevo parlato lo scorso febbraio, nel post cui vi rimando al link, presentando una osservazione al PGT:
http://osservatoriopgt.blogspot.com/2011/02/mobilita-sostenibile-ottava-proposta-al.html
Ma la novità è che mentre negli anni passati l'interessante iniziativa era svolta da personale della Amministraizone, sembra che la novità sia che il servizio (intelligente, ed educativo, oltre che salutare) lo dovremo curare da soli, noi genitori.
Che importa, le rivoluzioni avvengono sempre dal basso, ma ringrazio comuqnue l'Assessore Tagliabue per aver mantenuto viva (in qualche modo) l'iniziativa, il quale dichiara: "Attraverso il progetto Facciamo un Pedibus! il Comune di Paderno Dugnano intende affrontare il tema della mobilità sostenibile coinvolgendo gli alunni, le famiglie e i docenti delle scuole Fisogni, Mazzini, Manzoni e Don Milani nella progettazione e sperimentazione del Pedibus. Grazie alla partecipazione e all'entusiasmo di bambini, genitori e insegnanti siamo certi del sicuro successo dell'iniziativa".
L'idea però, visto il post cui avevo dedicato una osservazione al PGT lo scorso febbraio, non potrebbe divenire oggetto di pianificazione per il settore competente del comune di Paderno D.no?
Pensandoci meglio, non potrebbe diventare un progetto da sviluppare con gli studenti degli istituti scolastici, in modo da far "partecipare" i ragazzi ad un progetto utile a rendere più vivibile la nostra città ai bambini?
Ri-lancio il sasso.
Bisognerebbe chiedere all'assessore Tonello (credo sia tematica di sua competenza) se è pensabile concretizzare questa iniziativa mediante la realizzazione di un "Pediplan" esteso a tutta la città, anche da realizzarsi quartiere per quartiere, e di parlarne con il collega, l'assessore Tagliabue e con l'altro collega che si occupa del PGT, l'assessore Bogani.
venerdì 24 giugno 2011
COGENERAZIONE PADERNESE...GUAI IN VISTA....

Che diavolo succede a Paderno Dugnano, e cosa ci mancava, due (o più) impianti di produzione energetica tra le case?
Belli (ma non troppo) i rendering, come sempre decontestualizzati per far capire il meno possibile a tutti.
Leggo dal volantino ricevuto questa mattina, che un primo impianto si collocherebbe in Via Pepe, a Nord di Villaggio Ambrosiano, il secondo ad Incirano, tra Via Serra e Via Buozzi.
La Amministrazione padernese vuole fare installare impianti di co-generazione in tutta la città (sarebbero 8 gli impianti), a società private, ma senza affrontare la dimensione del problema, ovvero aprendo un dibattito aperto e chiaro con la cittadinanza (nelle altre sedi, quelle istituzionali, la AC si muove come ritiene, nell'interesse della collettività intendiamoci, ed in questo caso nei confronti del cittadino l'informazione è più che doverosa visto che si tratta di decisioni che graveranno sul territorio per decenni.
Cogenerazione, ma con quale combustibile?
Biomassa, scarti di lavorazione e altri processi, olio vegetale, gas naturale?
NON E' DA POCO QUESTA SCELTA!
Ed è il DPCM 02/10/1995, concernente la disciplina delle caratteristiche merceologiche dei combusitbili, ad assumere rilevanza e dare indicazioni in tal senso, ai fini dell'inquinamento atmosferico e delle caratteristiche tecnologiche degli impianti di combustione, perchè di questo si tratta.
Scendiamo nel particolare:
1° LA COGENERAZIONE NON E' UNA FONTE DI ENERGIA RINNOVABILE
2° LA COGENERAZIONE E' UNA FONTE "ASSIMILATA"
3° A SECONDA DELLA DIMENSIONE CI SONO IMPIANTI SOGGETTI A VALUTAZIONE IMPATTO AMBIENTALE OPPURE NO
4° SI TRATTA DI UN GRANDE IMPIANTO CENTRALIZZATO DI MAGGIORE EFFICIENZA RISPETTO AGLI IMPIANTI CONDOMINIALI, MA CHE COMUNQUE PRODUCONO INQUINAMENTO
5° SI COLLOCANO IN GENERE IN AREE NON DENSAMENTE URBANIZZATE, SPESSO IN AREE A VOCAZIONE INDUSTRIALE E/O A SERVIZIO DEGLI STESSI
6° IL COMBUSTIBILE SCELTO PUO' ESSERE PIU' O MENO INQUINANTE
E' il Ministero dell'Ambiente, di concerto con il Ministero della Sanità e dell'Industria e Commercio che (con Decreto del 25/08/2000) stabilisce quali siano i metodi di controllo delle emissioni in atmosfera degli impianti industriali, e questo impianto è soggetto a questa normativa.
Ora, viste la caratterstiche tipo-morfologiche della città di Paderno Dugnano, è presumibile che gli impianti di cui si parla, saranno in gran numero (almeno uno per quartiere).
E mi pongo una domanda, credo più che lecita, che va oltre le considerazioni sulla struttura della città: non è che la scelta che si propone la AC è condizionata dal fatto che un impianto (o due) di maggiore taglia (o di altra tipologia) sarebbe/ero troppo impattante/i per la città?
Saranno gli Enti locali delegati a trattare la materia, ed interessati nella procedura di autorizzazione, a deputarne la corrispondenza e la messa in esercizio, non il Comune di Paderno Dugnano.
Ci sono tante regolamentazioni in merito e vi cito alcune prescrizioni generiche che di solito trattano questo tema, che sono prescrizioni legate alla Autorizzazione Provinciale che potrebbe venire rilasciata, se la DCC p.v. darà mandato ai settori di procedere, mentre in Provincia di Milano dovrebbe essere il settore "Qualità dell'aria, rumore ed energia" delegato al rilascio della "Autorizzazione Dirigenziale".
Tornando alle generiche prescrizioni (da verificare a seconda del tipo di impianto e combustibile):
A. l'impianto deve garantire il rispetto del DPCM 1997 sui Requisiti Acustici Passivi
B. Il motore a combustione interna dovrà rispettare i limiti alle emissioni per
- NOX + NH3 (NO2) - val. limite 100 mg/Nm3
- CO (monossido di carbonio) - val .limite 200 mg/Nm3
- i limiti di emissionoe saranon misurati a valle del motore, all'uscita dopo il sistema di abbattimento
C. Il motore dovrà disporre degli analizzatori in continuo di CO e O2, con regolazioni automatiche
D. Il motore, collegato ad una Canna Fumaria Indipendente dovrà emettere fumi ad una velocità di 15 m/s
E. L'altezza dei camini, dovranno rispettare le norme vigenti ovvero essere distanti (solo) 10 metri da ostacoli orizzontali e ad una distanza compresa tra 10 e 50 metri da aperture di locali abitati, con un delta di ulteriori 10 metri di altezza dall'ultima finestra apribile in prossimità
F. Le caldaie dovranno rispettare limiti di emissione inferiori a quelli del prce.te punto B)
G. Saranno da svolgere prove ante operam per la valutazione da mettere a confronto con le misure da esegursi successivamente all'avvio dell'impianto, mediante misure fonometriche.
Ad installazione avvenuta, il gestore dovrà produrre referti analitici e "le analisi devono essere ripetute con cadenza da concordare con ARPA Lombardia e i dati tenuti a disposizione dell'autorità di controllo".
Questa la forma classica di gestione post operam di questi impianti.
Aspettiamoci un'altro Comitato caro Negrisoli, magari non ne sari felice, ma questo modus operandi è proprio sbagliato... i cittadini vogliono sentirsi tutelati non messi sotto pressione.
E lo hanno fatto in molti, con il referendum, ma come possiamo notare, in sfregio alla maggioranza (assoluta) degli elettori, si pianifica una nuova operazione al limite del consentito.
Come giustamente fa notare Abbati con il commento al mio post di ieri, mi chiedo se sia lecito assegnare un servizio di questo tipo ad una società privata, visto l'esito referendario.
Preparatevi, che probabilmente passerà la Delibera in consiglio ma ci sarà poi una (o più) conferenza/e dei Servizi che interesserà/anno il Comune, la Provincia, la Regione, l'ARPA, la UO della ASL, l'Ufficio delle Dogane, e il Gestore della rete e i CITTADINI.
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mercoledì 13 aprile 2011
PGT - Osservazione del presidente del Consiglio di Circolo 1
Ricevo e pubblico in breve i contenuti espressi nell'osservazione al PGT che il Presidente del Consiglio di Circolo (1° Circolo didattico statale) ha fatto pervenire, oltre che all'ufficio comunale, anche al sottoscritto.
In buona sostanza si tratta di una osservazione che riguarda sia il Documenti di Piano sia il Piano dei Servizi.
La richiesta si articola in tre tematiche:
- la prima relativa ad una necessità prima, emergenziale (come si legge nel testo), che interessa le condizioni igienico-sanitarie del plesso;
- la seconda propone la ristrutturazione della scuola della infanzia dallo stabile di via Tunisia, oppure il trasferimento della stessa presso i locali della scuoal primaria Curiel, di via Trieste, previo adeguamento;
- la terza mette in relazione, quello che ai più è noto ed è il progetto della Rho Monza, con quanto ne conseguirà realizzando il progetto preliminare che la Provincia di Milano persegue in modo insensibile nei confronti del nostro territorio;
Si legge infatti: "in ogni caso la soluzione al problema della scuola di Via Tunisia non può non tenere conto delle scelte future relative alla riqualificazione della SP46 Rho-Monza: se infatti verrà adottato il progetto senza interramento, che prevede nelle vicinanze della Scuola Curiel la presenza di 14 corsie autostradali (sia pure con galleria fonica), per la tutela della salute della popolazione scolastica si rende necessario individuare nel PGT altra area idonea all'interno del Quartiere Villaggio Ambrosiano per l'edificazine di un nuovo complesso".
Il tema è chiaramente "sentito" oltre che dai cittadini che si sentono oggetto di una imposizione grave, ma anche da parte di chi lavora correntemente con la popolazione più sensibile.
Bene, anche se la prima parte tratta più la questione manutentiva dello stabile (non è materia del PGT) il resto denuncia uno stato di insalubrità tale da esporre i bambini anche al rischio sanitario derivante dall'allergizzazione da muffe.
Qualcosa da fare c'è.
In buona sostanza si tratta di una osservazione che riguarda sia il Documenti di Piano sia il Piano dei Servizi.
La richiesta si articola in tre tematiche:
- la prima relativa ad una necessità prima, emergenziale (come si legge nel testo), che interessa le condizioni igienico-sanitarie del plesso;
- la seconda propone la ristrutturazione della scuola della infanzia dallo stabile di via Tunisia, oppure il trasferimento della stessa presso i locali della scuoal primaria Curiel, di via Trieste, previo adeguamento;
- la terza mette in relazione, quello che ai più è noto ed è il progetto della Rho Monza, con quanto ne conseguirà realizzando il progetto preliminare che la Provincia di Milano persegue in modo insensibile nei confronti del nostro territorio;
Si legge infatti: "in ogni caso la soluzione al problema della scuola di Via Tunisia non può non tenere conto delle scelte future relative alla riqualificazione della SP46 Rho-Monza: se infatti verrà adottato il progetto senza interramento, che prevede nelle vicinanze della Scuola Curiel la presenza di 14 corsie autostradali (sia pure con galleria fonica), per la tutela della salute della popolazione scolastica si rende necessario individuare nel PGT altra area idonea all'interno del Quartiere Villaggio Ambrosiano per l'edificazine di un nuovo complesso".
Il tema è chiaramente "sentito" oltre che dai cittadini che si sentono oggetto di una imposizione grave, ma anche da parte di chi lavora correntemente con la popolazione più sensibile.
Bene, anche se la prima parte tratta più la questione manutentiva dello stabile (non è materia del PGT) il resto denuncia uno stato di insalubrità tale da esporre i bambini anche al rischio sanitario derivante dall'allergizzazione da muffe.
Qualcosa da fare c'è.
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