Mi fanno notare che la lettura del file in formato grafico non è eccellente.
Per scaricare il modulo per le proposte al PGT cliccate su questo link e scaricate il file in formato PDF.
http://www.nabot.org/scommessa/FACSIMILE_istanza_propostePGT.pdf
Se non dovesse funzionare vi prego di segnalarmelo, grazie.
mercoledì 9 febbraio 2011
PGT - Semplificazione o complicazione?
Un vero dilemma.
Si parla sempre più di semplificazione (legislativa) eppure nel nostro settore è ormai impossibile districarsi tra le leggi ordinarie, i decreti, i regolamenti, i testi unici, la giurisprudenza, ecc.
I testi "unici" sono quelli che dovrebbero rappresentare la semplificazione, raccogliendo diverse leggi ed abrogandone alcune altre, non è purtroppo così lineare il percorso.
Alcune leggi vengono richiamate, altre abrogate in parte, e se non leggi gli apparati, fino a capire quali commi restano in vigore e quali no, sbagli.
Le leggi le fanno i politici, e non i tecnici e questo è abbastanza evidente, ma questa anomalia rappresenta un serio problema e soprattutto quando il legislatore non apre un confronto con le associazioni di categoria.
La sensazione di andare incontro ad una complicazione normativa è una seria preoccupazione.
La sera dell'incontro organizzato alla Tilane da P. Favrin, ho colto tra gli interventi più interessanti, quelli di alcuni colleghi architetti, tra cui P. Zago, che ha espresso proprio questo desiderio (necessità): che il PGT sia uno strumento facile, semplice.
In tutta sincerità so già che non sarà così; già opero con alcune amministrazioni dove vige il PGT e le procedure che ci si trova di fronte sono molto più articolate.
E i referenti degli sportelli unici arrancano, e fanno difficoltà a dialogare con i professionisti.
Quindi si prospetta una buona dose di aggiornamento anche per i tecnici comunali.
Ci aspetta un periodo di paralisi?
Gli amministratori locali sono chiaramente in difficoltà su questo piano e sarebbe utile promuovere un incontro con le associazioni (di categoria) più interessate e coinvolte anche per aiutare il legislatore a comporre un documento condiviso.
Dietro l'angolo c'è la moltiplicazione immane dei documenti, anche di quelli più operativi.
Insomma i PRG avevano molti limiti, ma un pregio: erano snelli, ed è tutto dire.
Ora i PGT rischiano di nascere obesi e questo fatto dipenderà pure da come è stato ideato l'impianto normativo dallo stesso legislatore regionale.
Prima l'approfondimento era univoco, domani saranno tre i piani di approfondimento, che interesseranno quasi tutti gli interventi:
1. il Documento di Piano, che è lo strumento conoscitivo e di indirizzo
2. il Piano dei Servizi, che presenta lo stato dei servizi (standard) e la programmazione degli stessi, laddove carenti ed a garantire la crescita della cttà
3. il Piano delle Regole, che sarà lo strumento più operativo, quello che conterrà le norme tecniche e le regole per la perequazione
Insomma, Milano ha una situazione complessa per ovvie ragioni, ma l'immagine che vedete più sopra rappresenta i soli documenti descrittivi che compongono il piano, escludendone le tavole.
Grazie per la semplificazione, ma siamo sicuri che tutto ciò non diventi un deterrente?
Osservatorio PGT - 1° mese di contatti

Sorprendente!
Domani 10 febbraio ricorre il primo mese dalla nascita di questo blog.
Blog che ho avviato sommessamente, senza un vero e proprio lancio (strombazzato), e che ha colto da subito l'interesse di molte persone.
Il post di apertura ha segnato ben 113 lettori, ed ho notato una conferma delle visite, visto il numero di accessi ai post successivi, con un ulteriore incremento dai primi giorni di questa settimana.
II giornale il giorno di domenica 6 febbraio ha infatti colto alcune nostre considerazioni da queste pagine confezionando un bell'articolo, e ringrazio la giornalista D. Salerno.
Vi presento quindi questo dato: l'osservatorio PGT conta oltre 600 visite in 30 giorni, con la media di 20 visite al giorno, e da ogni parte del pianeta.
Certo fa sorridere ed in primis il sottoscritto, ma la planimetria che vedete rappresenta l'esame statistico che evidenzia la provenienza degli accessi.
Insomma il mondo osserva con attenzione Paderno Dugnano, e il suo PGT, verrebbe da pensare.
Ringrazio quindi gli oltre 600 visitatori e spero che questo spazio colga l'interesse di un sempre maggiore numero di padernesi.
venerdì 4 febbraio 2011
CRISI E HOUSING SOCIALE - Una proposta per il PGT
Da alcuni anni si parla di crisi economica e di ripresa, spesso con toni trionfalistici.
La verità è un'altra, ed è sotto gli occhi di tutti.
Rispetto al tracollo economico-finanziario iniziato con decisione un paio di anni fa tutti i settori sono in sofferenza, e quelli della produzione in particolare.
Produzione e mercato, naturalemente connessi.
Il settore edile è direttamente interessato da questo trend assolutamente negativo del mercato, ed è di qualche giorno fa la manifesta denuncia da parte delle associazioni di categoria di una immobilità preoccupante nelle quantità delle transazioni immobiliari.
I tempi medi per la compravendita degli immobili si allungano sempre più e i prezzi sarebbero ai minimi (non quelli storici, chiaramente), secondo gli studi.
Il settore delle costruzioni, con il suo indotto, occupa oltre il 70% del mercato complessivo, e non si tratta di soli materiali da costruzione, macchinari e altri prodotti simili, ma di tutto il resto.
La denuncia di una crisi chiaramente strutturale la cui ripresa è assolutamente lontana anni luce è ormai troppo preoccupante e i fenomeni sociali sono cambiati e cambieranno ancora.
Il periodo recessivo dimostra una crisi più generalizzata legata ai mercati finanziari, alla assenza di liquidità e credito, dalla incapacità di fare investimenti e quindi innovazione, dalla contrazione della produzione (ed anche per i fenomeni più complessi, legati alla globalizzazione), fino alla distribuzione, ai trasporti (su gomma e non), ed anche al mercato della promozione (di pubblicità e rapprestanze).
Il settore delle costruzioni è da tenere sotto estremo controllo perchè tratta una dimensione del mercato del lavoro che è molto estesa, e soprattutto c'è da fare i conti con le (in)disponibilità delle famiglie italiane.
Si è sentito parlare in questi giorni di avviare un'altro Piano Casa, ma questa insistente reiterazione di una proposta che si è dimostrata fallimentare, presenta tutta l'incapacità di vedere lontano.
Le famiglie italiane sono ridotte all'osso, figuriamoci se pensano ad ampliare la casa di un ipotetico locale (peraltro consentito solo a quelle uni o bi-familiari) per tenersi a casa il bamboccione di turno con fidanzata e prole.
Che sia il caso di avviare una nuova fase di politica per la casa sociale?
All'inizio del XX° secolo si sono fatti grandi dibattiti e congressi tra Sociologi, Urbanisti, Architetti, che furono costretti ad abbandonare i modelli urbanistici desueti del '900 dovevano far fronte alla complessità della industrializzazione ed al fenomeno espansivo delle metropoli.
Ma cosa possiamo ipotizzare oggi?
Nel nostro secolo le questioni sono piuttosto differenti e complesse, e le aspettative soprattutto delle nuove giovani famiglie sono falciate sul nascere, spesso vedendosi anche impedito l'accesso al credito perchè quasi sprovvisti della tutela anche del diritto al lavoro.
Cosa aspettiamo di involvere fino a perire?
Scrivevo che la situazione è molto più complessa, ma per necessaria sintesi concludo ed esprimo una proposta per il PGT:
Possiamo ipotizzare una previsione generalizzata (obbligatoria o incentivata) di mix funzionale che permetta, in aggiunta all'indice di utilizzazione minimo di un'area, un proporzionale incremento di utilizzazione fondiaria per quote di edilizia convenzionata?
Non eviteremmo il fenomeno più banale della ghettizzazione della città, con la sperequazione del tessuto urbano di maggiore o minore pregio.
E dietro questa prima proposta vi è una lettura della stessa "filosofia" della LR 12/05, ovvero quella di creare uniformità delle rendite con l'espressione di un indice generalizzato, e quindi con beneficio per gli interventi di housing sociale.
Integrazione, equità e sistemi più organici e funzionali nel tessuto urbano.
La verità è un'altra, ed è sotto gli occhi di tutti.
Rispetto al tracollo economico-finanziario iniziato con decisione un paio di anni fa tutti i settori sono in sofferenza, e quelli della produzione in particolare.
Produzione e mercato, naturalemente connessi.
Il settore edile è direttamente interessato da questo trend assolutamente negativo del mercato, ed è di qualche giorno fa la manifesta denuncia da parte delle associazioni di categoria di una immobilità preoccupante nelle quantità delle transazioni immobiliari.
I tempi medi per la compravendita degli immobili si allungano sempre più e i prezzi sarebbero ai minimi (non quelli storici, chiaramente), secondo gli studi.
Il settore delle costruzioni, con il suo indotto, occupa oltre il 70% del mercato complessivo, e non si tratta di soli materiali da costruzione, macchinari e altri prodotti simili, ma di tutto il resto.
La denuncia di una crisi chiaramente strutturale la cui ripresa è assolutamente lontana anni luce è ormai troppo preoccupante e i fenomeni sociali sono cambiati e cambieranno ancora.
Il periodo recessivo dimostra una crisi più generalizzata legata ai mercati finanziari, alla assenza di liquidità e credito, dalla incapacità di fare investimenti e quindi innovazione, dalla contrazione della produzione (ed anche per i fenomeni più complessi, legati alla globalizzazione), fino alla distribuzione, ai trasporti (su gomma e non), ed anche al mercato della promozione (di pubblicità e rapprestanze).
Il settore delle costruzioni è da tenere sotto estremo controllo perchè tratta una dimensione del mercato del lavoro che è molto estesa, e soprattutto c'è da fare i conti con le (in)disponibilità delle famiglie italiane.
Si è sentito parlare in questi giorni di avviare un'altro Piano Casa, ma questa insistente reiterazione di una proposta che si è dimostrata fallimentare, presenta tutta l'incapacità di vedere lontano.
Le famiglie italiane sono ridotte all'osso, figuriamoci se pensano ad ampliare la casa di un ipotetico locale (peraltro consentito solo a quelle uni o bi-familiari) per tenersi a casa il bamboccione di turno con fidanzata e prole.
Che sia il caso di avviare una nuova fase di politica per la casa sociale?
All'inizio del XX° secolo si sono fatti grandi dibattiti e congressi tra Sociologi, Urbanisti, Architetti, che furono costretti ad abbandonare i modelli urbanistici desueti del '900 dovevano far fronte alla complessità della industrializzazione ed al fenomeno espansivo delle metropoli.
Ma cosa possiamo ipotizzare oggi?
Con le iniziative di singoli (se non trattasi di grandi ed illuminati) non si va da nessuna parte.
Quindi ...qalsiasi cosa, direi, è meglio del sempiterno nulla, quindi che si stimolino i dibattiti e i confronti, e in fretta. Nel nostro secolo le questioni sono piuttosto differenti e complesse, e le aspettative soprattutto delle nuove giovani famiglie sono falciate sul nascere, spesso vedendosi anche impedito l'accesso al credito perchè quasi sprovvisti della tutela anche del diritto al lavoro.
Cosa aspettiamo di involvere fino a perire?
Scrivevo che la situazione è molto più complessa, ma per necessaria sintesi concludo ed esprimo una proposta per il PGT:
Possiamo ipotizzare una previsione generalizzata (obbligatoria o incentivata) di mix funzionale che permetta, in aggiunta all'indice di utilizzazione minimo di un'area, un proporzionale incremento di utilizzazione fondiaria per quote di edilizia convenzionata?
Non eviteremmo il fenomeno più banale della ghettizzazione della città, con la sperequazione del tessuto urbano di maggiore o minore pregio.
E dietro questa prima proposta vi è una lettura della stessa "filosofia" della LR 12/05, ovvero quella di creare uniformità delle rendite con l'espressione di un indice generalizzato, e quindi con beneficio per gli interventi di housing sociale.
Integrazione, equità e sistemi più organici e funzionali nel tessuto urbano.
DALL'OSSERVATORIO IL MODULO FAC-SIMILE PER PRESENTARE LE PROPOSTE AL PGT
Sono riaperti i termini per la presentazione delle proposte al PGT, ma come andranno presentate le proposte e i suggerimenti di operatori, professionisti, associazioni e cittadini?
Sino al 28 febbraio 2011 sarà possibile depositare qualsivoglia proposta o suggerimento per la redazione del Piano di Governo del Territorio.
Sul sito comunale troverete ancora e solo il facsimile del questionario del 2009, ma null'altro se non l'avviso per la riapertura dei termini del 2011.
Visto che il sito del comune non offre questo servizio (peraltro piuttosto banale) ho pensato di mettere a vostra disposizione un file che ho preparato per questa attività.
Le proposte andranno presentate in carta libera, ed in duplice copia, oltre alla vostra copia di ricevuta da far timbrare all'ufficio protocollo.
Ritengo necessario fare espresso riferimento al PRG vigente (pertanto è necessario allegare uno stralcio del PRG, se la proposta tratta immobili nello specifico) ed alle indicazioni catastali (allegando estratto di mappa).
Non è strettamente necessario se le proposte sono di carattere generale, come ad esempio potrebbero proporsi per il Piano dei Servizi.
Potete così scaricare il fac-simile pre-compilato, scriverci sopra o stamparlo e compilarlo anche a mano.
Cliccate sulle immagini del modulo qui a fianco, in alto a destra nella pagina.
Sino al 28 febbraio 2011 sarà possibile depositare qualsivoglia proposta o suggerimento per la redazione del Piano di Governo del Territorio.
Sul sito comunale troverete ancora e solo il facsimile del questionario del 2009, ma null'altro se non l'avviso per la riapertura dei termini del 2011.
Visto che il sito del comune non offre questo servizio (peraltro piuttosto banale) ho pensato di mettere a vostra disposizione un file che ho preparato per questa attività.
Le proposte andranno presentate in carta libera, ed in duplice copia, oltre alla vostra copia di ricevuta da far timbrare all'ufficio protocollo.
Ritengo necessario fare espresso riferimento al PRG vigente (pertanto è necessario allegare uno stralcio del PRG, se la proposta tratta immobili nello specifico) ed alle indicazioni catastali (allegando estratto di mappa).
Non è strettamente necessario se le proposte sono di carattere generale, come ad esempio potrebbero proporsi per il Piano dei Servizi.
Potete così scaricare il fac-simile pre-compilato, scriverci sopra o stamparlo e compilarlo anche a mano.
Cliccate sulle immagini del modulo qui a fianco, in alto a destra nella pagina.
28 FEBBRAIO 2011 - SAVE THE DATE
Raccolta Proposte per il PGT fino alla fine di febbraio.
Da presentare entro il 28 febbraio 2011, in carta libera, ed in duplice copia.
Un consiglio (banale) che ritengo utile è quello di produrre una terza copia sulla quale far apporre il timbro di ingresso all'ufficio Protocollo quale attestazione della presentazione.
Si potranno così inoltrare all'Ufficio di Piano, ovvero all'Ufficio di Pianificazione Urbanistica Generale, tramite lo sportello Protocollo sito al piano terra dell'edificio Comunale di Via Grandi, 5, le proposte di operatori, professionisti, associazioni e liberi cittadini, ritenute utili alla stesura del Piano di Governo del Territorio.
Sono ancora valide tutte quelle depositate in passato, dal procedimento di avvio in poi, ed anche quelle giunte agli uffici fuori termine, pertanto non occorre ripresentarle.
Orari
Mattina: dal lunedì al venerdì dalle ore 8.15 alle ore 12.30
Mattina: del solo sabato dalle ore 8.15 alle ore 12.15
Pomeriggio: il lunedì, martedì e giovedì dalle ore 16.45 alle ore 17.45
Per informazioni contattare il numero verde 800.140558
Oppure rivolgersi all'Ufficio Pianificazione Urbanistica Generale allo 02.91004497
Da presentare entro il 28 febbraio 2011, in carta libera, ed in duplice copia.
Un consiglio (banale) che ritengo utile è quello di produrre una terza copia sulla quale far apporre il timbro di ingresso all'ufficio Protocollo quale attestazione della presentazione.
Si potranno così inoltrare all'Ufficio di Piano, ovvero all'Ufficio di Pianificazione Urbanistica Generale, tramite lo sportello Protocollo sito al piano terra dell'edificio Comunale di Via Grandi, 5, le proposte di operatori, professionisti, associazioni e liberi cittadini, ritenute utili alla stesura del Piano di Governo del Territorio.
Sono ancora valide tutte quelle depositate in passato, dal procedimento di avvio in poi, ed anche quelle giunte agli uffici fuori termine, pertanto non occorre ripresentarle.
Orari
Mattina: dal lunedì al venerdì dalle ore 8.15 alle ore 12.30
Mattina: del solo sabato dalle ore 8.15 alle ore 12.15
Pomeriggio: il lunedì, martedì e giovedì dalle ore 16.45 alle ore 17.45
Per informazioni contattare il numero verde 800.140558
Oppure rivolgersi all'Ufficio Pianificazione Urbanistica Generale allo 02.91004497
mercoledì 2 febbraio 2011
PGT - ufficiale la ri-apertura dei termini per presentare le proposte
Come anticipato su questo blog, il Vicesindaco ed Assessore all'Urbanistica G. Bogani, con un comunicato stampa di ieri 1 febbraio 2011, comunica alla cittadinanza l'ufficialità della riapertura dei termini temporali per la raccolta di suggerimenti e proposte per la stesura del nuovo Piano di Governo del Territorio.
In questo spazio diamo eco alla notizia sicuramente rilevante.
La rilevanza è da intendere per due aspetti sostanziali.
Il primo ha una connotazione positiva in quanto la Amministrazione riapre il dialogo con la cittadinanza per vagliare e, forse accogliere, eventuali proposte, il secondo però denuncia una sorta di inabilità, o almeno fino ad oggi dimostrata sul campo, ad agire e quindi vi è il riconoscimento di aver fatto ancora poco, troppo poco.
Alle spalle abbiamo oltre un anno di governo (trascurando i primi 6/7 mesi di "rodaggio" per l'avvicendamento) in cui, rispetto alla raccolta delle proposte terminata da circa un anno, non abbiamo visto arrivare alcun atto formale di avvio del procedimento (obbligatorio) della VAS.
Per dare una informazione leggibile a tutti, apro un inciso e spiego meglio che cosa sia la VAS.
Si tratta della Valutazione Ambientale (Strategica perchè svolta in via preliminare durante la realizzazione del piano) e che nello specifico si affianca al Piano (di Governo del Territorio) e ne valuta preliminarmente gli impatti.
La programmazione del governo locale potrà essere pù o meno "pesante" per il territorio e questi impatti andranno valutati ed anticipati con altri strumenti di equilibrio ambientale, anche introducendo azioni correttive nella stesura dello stesso PGT, perchè lo prevede la normativa vigente (normativa che discende da quella comunitaria, e quindi non è una chiara volontà di un governo schierato per la partecipazione o meno).
La VAS è obbligatoria in Italia grazie al D.Lgs. n°4 del 2008, ma era già prevista dalla L.R.12/2005 per i Piani Territoriali, regolamentata quindi dalla DGR 8/6420 del 27/12/2007.
Cosa sia successo quindi sul tema del PGT in questo anno viene da chiederselo.
Se manca ancora l'avvio della VAS figuriamoci l'adozione del PGT.
Restiamo in attesa, magari sarò smentito, ma per esperienza so che si tratta di una strada molto lunga.
In questo spazio diamo eco alla notizia sicuramente rilevante.
La rilevanza è da intendere per due aspetti sostanziali.
Il primo ha una connotazione positiva in quanto la Amministrazione riapre il dialogo con la cittadinanza per vagliare e, forse accogliere, eventuali proposte, il secondo però denuncia una sorta di inabilità, o almeno fino ad oggi dimostrata sul campo, ad agire e quindi vi è il riconoscimento di aver fatto ancora poco, troppo poco.
Alle spalle abbiamo oltre un anno di governo (trascurando i primi 6/7 mesi di "rodaggio" per l'avvicendamento) in cui, rispetto alla raccolta delle proposte terminata da circa un anno, non abbiamo visto arrivare alcun atto formale di avvio del procedimento (obbligatorio) della VAS.
Per dare una informazione leggibile a tutti, apro un inciso e spiego meglio che cosa sia la VAS.
Si tratta della Valutazione Ambientale (Strategica perchè svolta in via preliminare durante la realizzazione del piano) e che nello specifico si affianca al Piano (di Governo del Territorio) e ne valuta preliminarmente gli impatti.
La programmazione del governo locale potrà essere pù o meno "pesante" per il territorio e questi impatti andranno valutati ed anticipati con altri strumenti di equilibrio ambientale, anche introducendo azioni correttive nella stesura dello stesso PGT, perchè lo prevede la normativa vigente (normativa che discende da quella comunitaria, e quindi non è una chiara volontà di un governo schierato per la partecipazione o meno).
La VAS è obbligatoria in Italia grazie al D.Lgs. n°4 del 2008, ma era già prevista dalla L.R.12/2005 per i Piani Territoriali, regolamentata quindi dalla DGR 8/6420 del 27/12/2007.
Cosa sia successo quindi sul tema del PGT in questo anno viene da chiederselo.
Se manca ancora l'avvio della VAS figuriamoci l'adozione del PGT.
Bogani ha recentemente annunciato che questo è l'anno in cui si redigeranno fattivamente i documenti che comporranno il Piano, quindi nei prossimi mesi avremo tante altre novità da raccontarvi su questo argomento.
Ma ho una mia personalissima sensazione che mi porta ad affermare che si arriverà quasi sicuramente alla scadenza del mandato, e quindi in prossimità della scadenza dei termini, prima di arrivare all'adozione del Piano.Restiamo in attesa, magari sarò smentito, ma per esperienza so che si tratta di una strada molto lunga.
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