Visualizzazione post con etichetta urbanistica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta urbanistica. Mostra tutti i post

lunedì 10 novembre 2014

MILANO: APPROVATO IL NUOVO REGOLAMENTO EDILIZIO - VIVA LA SEMPLIFICAZIONE

Il giorno 6 novembre 2014 è stato pubblicato, sull'albo pretorio del Comune di Milano,
il nuovo Regolamento Edilizio di Milano.

Al presente link dello Studio Belvedere si può leggere la delibera di pubblicazione.

Alla lettura della Delibera di adozione ho scorso tutte le quasi 500 osservazioni e controdeduzioni.
Siamo ora in attesa della pubblicazione sul BURL della Regione Lombardia, che lo renderà operativo, nel frattempo lo scorso venerdì ho partecipato ad un corso specifico, relativo alla applicazione dei titoli edilizi con il nuovo regolamento, 
tenuto dagli Archh. Sordi, Viganò, Sghor, Porta.

Rispetto alla presentazione, abbastanza chiara e molto tecnica, riscontro poi nel testo deliberato alcune questioni dibattute tra alcuni enti, tra cui l'ASL e il Comune di Milano che dicono molto della "filosofia" da regime della negazione dei diritti che ormai governa il settore.

Già con i PGT ci si trova a dover affrontare testi di una complessità formale inaudita, costretti a lavorare su più piani, ora anche il Regolamento Edilizio, che di solito è lo strumento di attuazione e semplificazione che traduce le casistiche a norme attuative inerenti gli alloggi, la salubrità degli stessi passando per norme di carattere igienico-sanitario, morfologico e costruttivo, 
è diventato un trattato ideale.

Qui tutti si dimenticano di un principio di DIRITTO URBANISTICO fondamentale, ovvero che tutto quanto non è vietato (normato) è permesso e allora giù con valanghe di articoli ed articolazione degli articoli, tutto funzionale alla sanzione (aumentata) in ogni caso possibile.

Vi riporto quindi questo commento ponderato su alcune articolazioni assurde che il regolamento presenta, e che discosta ancora di più dalla realtà il legislatore e i tecnici che dovranno applicarlo.
E si tratta di soppalchi, vespai, servizi igienici ciechi, utilizzi dei seminterrati, procedure preliminari, e altro ancora, che si presentano con una generalizzata ulteriore 
costrizione delle previsioni del Vigente Regolamento.

Insomma la critica è agli estensori che in preda alla furia di redigere il "documento perfetto" hanno editato un documento fine a se stesso, con una complessità strutturale non indifferente.
Non che non si sia in grado di codificarne i contenuti, anzi, dopo circa 20 anni di esperienza sul Comune di Milano si rendono proprio evidenti queste assurdità proprio a chi ci lavora da decenni.

Insomma la semplicità è un arte per pochi eletti, e di Vitruvio oggi non ce ne sono in giro molti.


lunedì 22 settembre 2014

Novità in edilizia con il Decreto "Sblocca Italia"

Decreto Sblocca Italia

Sabato 13 settembre è entrato in vigore il decreto legge 12 settembre 2014 n. 133 (Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive) c.d. “Sblocca Italia”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 12 settembre 2014, n. 212 (qui).

Il decreto apporta modifiche a svariati testi normativi, interessando quindi diversi settori e materie (locazioni, edilizia, ambiente, contratti pubblici, infrastrutture strategiche, ecc.).


Molte tra le predette modifiche hanno interessato il D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380,, Testo Unico per l'edilizia.

Vi segnalo due link, dove trovare i testi coordinati con le nuove previsioni legislative:

Studio Bosetti e Gatti (qui)

Studio Belvedere (qui)


martedì 8 luglio 2014

ESONDA IL SEVESO


VASCHE DI LAMINAZIONE SI... VASCHE DI LAMINAZIONE NO

Questo il panorama "metropolitano" che abbiamo trovato nel nord Milano e lungo le strade di accesso alla città, questa mattina.

Esondazione a Palazzolo - Paderno Dugnano
Le "vie d'acqua a Milano" qualcuno ha ironizzato sui social network, ridicolizzando le ipotesi di deviazione di canali e/o scolmatori che dovranno convogliare ...chiare e fresche et dolci acque al sito di EXPO, devastando però grandi aree verdi o parchi consolidati come il parco di Trenno.

Certo il tema delle "vie d'acqua" a Milano ha origini ben più antiche, e si tratta di un progetto di Leonardo Da Vinci, che in una sua visione immaginifica "vedeva" Milano servita da canali e corsi d'acqua in parte coperti o sottostanti gli edifici ed in parte scoperti.

Un grande progetto di ingegneria idraulica; sono rimasti due navigli e mezzo di questo progetto urbanistico-paesistico significativo per la città (l'ultimo e l'unico probabilmente che Milano ricordi).
Presso il Museo della Scienza e della Tecnica sono visibili i modellini di questo studio Leonardesco, che invito a visitare, in quanto tema di estrema attualità, ma quello che Leonardo non poteva prevedere era che Milano avrebbe dovuto servire un fiume ...di macchine.
Quindi son stati chiusi i navigli, tranne quelli a sud di Milano, e luoghi belli e caratteristici di Milano sono spariti, come el tombon de san marc, il ponte delle gabelle, lo stesso ponte di San Marco (sempre a Milano, non a Venezia).

Milano - Viale Suzzani
Milano - Viale Fulvio Testi / Piazzale Istria

Personalmente penso si possa guardare ad altri esempi per capire se questi bacini temporanei possono avere anche valenze paesistiche e non essere un mero volano per il deflusso di piogge ormai sempre più disastrose per il nostro territorio.
L'urbanizzazione e la copertura dei terreni ha reso senz'altro il terreno meno permeabile e quindi la prima causa di queste esondazioni è strettamente connessa al consumo indiscriminato di suolo.
che scoperta diranno gli addetti ai lavori, ma è proprio così, il dissesto idrogeologico è spesso causato dalla urbanizzazione incontrollata.

E la città è consolidata, costruita al ritmo di 8 mq al secondo (cit. Finiguerra), come si può pensare di liberare l'alveo del torrente a Milano, ma anche in Provincia dove non c'è più spazio?
Quale può essere la soluzione, acclarato che l'urbanizzazione (e non solo a Milano, ma soprattutto a nord di Milano) ha stretto sempre più lo spazio al torrente?

Cercando di essere propositivi, guardiamo al caso del PLIS del Molgora a est di Milano dove si studiano sistemi idraulici di compensazione delle portate d'acqua e si associano progetti di ri-naturazione delle sponde, come nel caso di Bussero, porta del Parco Agricolo, che ritengo un caso simile a quello di Paderno Dugnano.
La stessa Paderno Dugnano soffre in caso di esondazione del torrente, ed una soluzione va trovata, ma dove, questo sarebbe il problema per molti?
Non sia così semplice definirne la localizzazione e credo fermamente sia il come, il tema da approfondire.

Allora tutti intorno ad un tavolo per capire cosa e come si possa fare a risolvere la questione, perché può anche essere che la localizzazione delle vasche di laminazione sia o meno corretta a Senago o Paderno, ma non si può non prescindere lo studio del territorio di area vasta, ossia ancora più a nord di questi due paesi.
Insomma come Milano si rivolge a Paderno e Senago, ritengo Paderno si possa rivolgere ad altre amministrazioni per lavorare lungo tutta l'asta fluviale.

La amministrazione padernese in carica sino al 2009 aveva avviato un programma di studio sul "Parco Fluviale del Seveso", iniziando un lavoro in modo puntuale, sia dal punto di vista ambientale che idrogeologico, ma localizzando gli studi a Paderno Dugnano.

E l'AIPO ha svolto studi sull'assetto idrogeologico del torrente Seveso, eppure non è stato mai pubblicato (intendo con decreto ministeriale) un Piano di Assetto Idrogeologico che identifichi le fasce di esondazione con ricaduta a breve/medio/lungo periodo per limitare le edificazioni nei pressi degli argini di quello che torrente era e torrente resta, visto le enormi differenze di capacità/portata che lo caratterizzano.
Perché il fiume, in quanto fiume, ha delle portate idrauliche costanti, mentre un torrente non ha queste caratteristiche e la disciplina dei suoli va governata con responsabilità integrando questi studi nel governo del territorio e non garantendo a vita edificazioni in aree non adeguate come sempre, per fare cassa con gli oneri di urbanizzazione.

Il fatto di avere un torrente in "ambito urbano" è noto a tutti, amministratori locali compresi.
Solo che i piani di governo del territorio non li hanno mai conformati a queste realtà ed alle loro ricadute (le esondazioni) dannose per le attività umane, non solo economiche.

In questi ultimi 5 anni si è solo sentito parlare di Vasche di Laminazione (invasi artificiali -posti a nord di Paderno D.no nel quartiere di Palazzolo e Senago- che fungono da vasche temporanee per frenare la prima pioggia, ossia l'onda che oggi si riversa in modo repentino in sezioni idrauliche non più adeguate).

PLIS Molgora 

Tornando al Molgora, il tema progettuale, scaturito dalla necessità di realizzazione della vasca di laminazione del torrente, nei territori dei comuni di Bussero e di Gongorzola, ha attivato una serie di interventi volti alla creazione di un vasto luogo di fruizione a forte valenza naturalistica. 

Il progetto ha preso spunto da uno studio di fattibilità idraulica, che ha previsto l’asportazione di terreni vegetali per circa 3 mt rispetto alle attuali quote di campagna e il taglio della vegetazione delle ripe a ridosso del torrente, prevedendo poi la sistemazione delle aree all’interno della vasca di laminazione e della riorganizzazione dell’assetto di mobilità lenta, localizzata in prossimità della vasca e sugli argini stessi. 

Gli obbiettivi per un intervento anche sul torrente Seveso credo siano riassumibili cosi:
  1. ri-naturalizzazione della vasca volano attraverso interventi di ingegneria naturalistica;
  2. caratterizzazione dello spazio, elemento di interesse naturalistico/ambientale, in relazione al sistema fruitivo interno ed esterno all’area, ossia in connessione con il sistema dei parchi di livello sovraccomunale o regionale;
  3. individuazione di funzioni compatibili alla particolare destinazione d’uso dell’area;
  4. creazione di un sistema ciclo pedonale di supporto al sistema fruitivo dell’intero comparto del Plis e del Villoresi
E per non continuare a spostare il problema e le responsabilità di governo in governo, che sia la politica a dare impulso propositivo affinché si trovino le soluzioni alternative, e chiedendo a Regione Lombardia di aprire dei tavoli di lavoro, perché il Nord Milano non può farsi trovare impreparato.

Rimando qui ad un articolo scritto nel 2010 dalla insegnante padernese Nicoletta Saita e pubblicato da PadernoForum, il blog del giornalista Arcari, perchè alcuni spunti sulle azioni che la politica può mettere in campo ci sono.





venerdì 4 luglio 2014

CONCORSO INTERNAZIONALE - CAVALCAVIA BUSSA A MILANO

CONCORSO BANDITO DAL COMUNE DI MILANO PER LA RIQUALIFICAZIONE FUNZIONALE DEL CAVALCAVIA BUSSA

Vista Modello dalla banchina ferroviaria


"Ideare un ponte o un viadotto è una cosa meravigliosa, un sogno per i progettisti.
Manufatti particolari, diversi dagli altri, si staccano dal terreno e spiccano il volo.
Hanno una doppia vita, una inferiore dove scorrono l’acqua o mezzi di trasporto e una superiore, aerea e a se stante.
Progettare il lifting di un viadotto è una cosa diversa, ma sempre coinvolgente.
Come in questo caso dove un impianto destinato a uno statico e noioso parcheggio si trasformerà in un area pulsante, piena di vita nel cuore nuovo della città di Milano.
Un luogo dove si potrà fare dello sport differenziato, dove i bambini potranno giocare in mezzo al verde, dove fare shopping, assistere a spettacoli, eventi e concerti, ballare, consumare cibi e bibite, ammirare fontane scultoree e opere d’arte"

Questa è la prolusione del nostro progetto che purtroppo non ha passato la selezione tra gli oltre 100 partecipanti di livello internazionale.
Lo ritengo un bellissimo lavoro di riqualificazione e recupero senza "occupazione" di nuovo territorio, anzi con la restituzione alla città di spazi sia ludico-ricreativi, oltre che per eventi culturali, dove stare bene.
"Nuovi" spazi per la città e per le persone, posti su di un ponte lungo oltre 250 metri e largo 36, un elemento di congiunzione tra due quartieri, l'Isola e Garibaldi, di circa 9.000 mq.

Le varie attività proposte sono:

Skate Park
Aree verdi con sedute
Area attrezzata con fontana e bar
Spazi di servizio per eventi
Auditorio spettacoli, proiezioni, eventi, musica, mostre, gioco libero
Campi di calcio A5 e Basket, di cui uno dotato di tribuna coperta
Parco giochi
Giochi d’acqua per bambini
Aree di riposo nel verde
Palestra di roccia
Velo-stazione
Parcheggi
Impianti fotovoltaici, solare-termico, recupero acqua piovana, illuminazione led
Modello - Studio per un auditorium
Modello - Studio della vela di copertura
Vista Modello - la bici-stazione

La ciclabilità è punto cardine del progetto e qualifica la viabilità del ponte, oggi destinato a brutto parcheggio e corsia di transito veicolare, con un livello più alto di sostenibilità ambientale.
Sotto il profilo energetico il progetto vede la dotazione di pannelli solari fotovoltaici del tipo a film sottile, che ben si adattano alla sagoma delle coperture ad ala, poste sia sul ponte che a copertura della velo-stazione. 
Modello - dettaglio aree ricreative e per lo sport



























mercoledì 25 giugno 2014

PUBBLICATO IL 18 GIUGNO IL NUOVO REGOLAMENTO EDILIZIO DI MILANO

Pubblicato il nuovo Regolamento Edilizio di Milano

E' stata pubblicata sull'albo pretorio del Comune di Milano mercoledì 18 giugno 2014 la delibera del Consiglio Comunale di Milano del 14 aprile 2014, n. 9, di adozione del Nuovo Regolamento Edilizio , comprensiva dei vari emendamenti votati in Consiglio.

Al fine della presentazione delle eventuali osservazioni, la legge regionale 12/2005 e s.m.i. per il Governo del Territorio stabilisce che “La deliberazione di adozione è depositata per quindici giorni consecutivi nella segreteria comunale, unitamente a tutti gli elaborati; gli atti sono altresì pubblicati nel sito informatico dell’amministrazione comunale; del deposito e della pubblicazione nel sito informatico dell’amministrazione comunale è data comunicazione al pubblico mediante avviso affisso all’albo pretorio.” (art. 14, comma 2).
La pubblicazione della delibera presso l’Albo Pretorio ha quindi la finalità, molto importante, di rendere possibile la presa visione del testo del Nuovo Regolamento Edilizio comprensivo di tutti gli emendamenti presentati in sede di discussione consiliare ai fini della adozione del documento: questo è, quindi, il testo da cui partire per proporre le eventuali osservazioni entro gli ulteriori quindici giorni, come previsto dal comma 3, "durante il periodo di pubblicazione, chiunque ha facoltà di prendere visione degli atti depositati e, entro quindici giorni decorrenti dalla scadenza del termine per il deposito, può presentare osservazioni."
Entro sessanta giorni dalla scadenza del termine di presentazione delle osservazioni, a pena di inefficacia degli atti assunti, la Giunta comunale approva il Regolamento Edilizio decidendo nel contempo sulle osservazioni presentate.

Che significa che intorno al 18 settembre il Regolamento dovrebbe essere pubblicato definitivamente.

venerdì 20 giugno 2014

AREA SCALTRINI - RIQUALIFICAZIONE URBANA E POLEMICHE INUTILI

Ho letto alcune prime critiche sui blog locali e sui social forum, espressi da varie persone e amici che parlano di questa ipotesi di rinnovamento urbano a Paderno Dugnano descrivendola come l'ennesima devastazione del territorio, o appellandola con altri termini apocalittici.

Personalmente non ho alcun tipo di riferimento o incarico rispetto agli operatori che tratteranno la riconversione dell'area Scaltrini e sono curioso di valutarne meglio i contenuti, pertanto dal mio -equidistante- punto di vista riscontro una querelle inesistente e del tutto priva di fondamento.

E lo è soprattutto perché quello che si dipinge oggi come uno Tsunami che verrà, in realtà era una delle osservazioni al piano di governo del territorio, con ripensamenti sulle destinazioni urbanistiche; ricordo un articolo del blogger padernese Carlo Arcari (qui) che citava il "programma Massetti" per il PGT in divenire che, tra i vari punti e le osservazioni presentate alla giunta Alparone1, prevedeva quanto segue: "Nella parte relativa al Documento di Piano ad esempio, oltre alla proposta di realizzare, trasformare il Grugnotorto in Parco Regionale, allargandolo a Sud di Calderara e a Nord del Campo Toti, ampliare i parchi del Seveso, delle Cave e quelli urbani, si chiede di ripensare le destinazioni dell’area Cabassi e Scaltrini e confermare il carattere produttivo delle aree Sasol e Citindustrie, di studiare una proposta di riqualificazione del Villaggio Ambrosiano ovest e si dice "no" a nuovi insediamenti di grandi strutture distributive a tutela delle piccole attività commerciali di quartiere".

Se di crisi (edilizia) rischiamo di perire, non si capisce davvero di cosa si dovrà sopravvivere negli anni a venire.
Era anche nel programma di centrosinistra tale riconversione, con possibile recupero di "risorsa suolo" e generazione di spazi verdi, oltre che per l'intervento vero e proprio, e lo sarà di fatto anche per le effettive previsioni del PGT per quelle aree, oggi.

Finalmente vedremo trattare interventi di riqualificazione del territorio in Consiglio Comunale, oltre che di Marò e altre questioni che non riguardano Paderno Dugnano.

Altro tema caldo che vorrei invece affrontare prossimamente è l'ampliamento della Milano Meda con la "novità" della terza corsia, di cui sembra che la precedente Giunta, e non solo, fosse/fossero al corrente da ben prima delle elezioni, avendo ricevuto il progetto dagli Enti, ma che si sono ben guardati dal comunicare ai cittadini/elettori.

Sono terminate le elezioni... ma il calendario delle questioni "calde " a Paderno è fitto, e il percorso è in salita prima per la questione Rho Monza, che vede ormai aperti i cantieri, e di certo non sarà privo di ostacoli per la nuova maggioranza.

venerdì 4 aprile 2014

RHO MONZA E LA "PRIMA-VERA" PADERNESE

PADERNO DUGNANO: RHO MONZA - IN VISTA DELLE ELEZIONI ....FORISCONO I RICORSI AL TAR... E POI?
Sembra ancora possibile che il "mostro" non venga a far visita ai Padernesi togliendogli il sonno e anni di vita per il danno alla salute, perché non si capisce se l'opera sarà iniziata a pasqua come sembra, eppure credo fortemente che sarà così.
Le procedure, gli atti, e tutti gli eventi insomma che interessano la realizzazione della nuova RHO MONZA (oramai Ex-SP46) a Paderno ci sono tutte, compresa la approvazione del Progetto Esecutivo dello scorso 19 marzo 2014 con Decreto di Pubblica Utilità dell'opera.
Il fermento (?) pre-elettorale però non sembra interessare molto i nuovi attori dei vecchi partiti o dei nuovi movimenti che nulla ci vengono a dire su cosa intenderanno fare, una volta eletti nel prossimo Consiglio Comunale, anche per le conseguenze che verranno.
Si nota un certo torpore a livello governativo ed una rarefazione delle proposte che i vari movimenti o partiti del territorio potrebbero in qualche modo usare come chiavi di volta (o svolta?) per cambiare le carte sul tavolo.
Proposte che la politica è invece tenuta a fornire per presentarsi preparata ad affrontare le questioni locali.
Insomma cosa intendono fare i 3 candidati sindaco di Paderno, e i sostenitori e supporter vari di fonte a questa situazione così critica?
Qualcuno ci dice qualcosa o ci si aspetta solo che il Tar accolga la sospensiva, del ricorso del Comune o dei Cittadini e del CCIRM, e interrompa l'opera?
Saremo sempre impreparati, così.
E forse non è chiaro il disagio che si verrà a procurare ai padernesi, ai cittadini, ma anche alle aziende ed ai lavoratori.
Si sottovaluta da anni il rischio occupazionale dei lavoratori del territorio, immaginando che le "Grandi Opere" porteranno lavoro.
Balle!
Per il momento è quasi certo che alcune aziende fiorenti del territorio, che viaggiano a ritmi di crescita maggiori del PIL Cinese, rischino la crisi occupazionale e così lavoratori, famiglie e indotto!
Questa è la italica realtà, irrazionale.
Altro che terra delle eccellenze, le "eccellenze" devastano il territorio, mettono in crisi le famiglie, fanno perdere il lavoro e la ricchezza della nostra società.
Ritengo si stia presentando un grave rischio per Paderno D.no non certo venti di prima vera e troppo, troppo attendismo.
Siamo e sono sempre stato in prima linea sulla materia, ma ci vogliono anche le retrovie.
Chi fa che cosa?
In attesa di cortese risposta, grazie.
F.to Allegro Fabrizio, incalzato da tanti padernesi!











giovedì 23 gennaio 2014

I VINCITORI DEL CONCORSO AREA EX-BRETHER

"Tra pubblico e privato: nuove forme del vivere, del lavorare e dell'abitare" per la trasformazione dell'area MHS "Riboldi-Toscanini" di Paderno Dugnano.












VINCITORI DELLA CATEGORIA APrimo classificato
Codice: 017ME2
Titolo progetto: Abitare, Camminare, Lavorare
Componenti: Emanuela Bartolini, Marco Giuseppe Baccarelli
Motivazione
Il progetto adotta una strategia temporale di trasformazione raffinata e realista, commisurata al contesto e alla imprevedibilità delle risorse disponibili, restituendo alla città un articolato sistema di spazi aperti di qualità e nuovi luoghi centrali.



Secondo classificato
Codice: m8c8b8
Titolo progetto: reFabbrica. Abitare intimità estroverse
Componenti: Luca Del Fabbro Machado, Valentina Crupi, Manuela Schirra
Motivazione
Il progetto manifesta una lettura della città complessa e coerente, che si traduce in un insieme urbano molteplice e sottile. Il progetto prevede strategie energetiche innovative utilizzando anche gli edifici esistenti. L'articolazione degli spazi determina sequenze urbane ricche ed adeguate, seppur talvolta fragili.



Terzo classificato
Codice: 1CLASS
Titolo progetto: Nuovo centro MHS a Paderno Dugnano
Componente: Massimo Lorenzi
Motivazione
La piastra di base, sebbene sovradimensionata, funge da utile connettivo pubblico per tutto il sistema. Viene apprezzata la realizzazione per parti del progetto che non lo espone al rischio di incompiutezza. Il rapporto tra pubblico e privato è equilibrato così come il linguaggio architettonico e la relazione con il tessuto urbano esistente.







VINCITORE DELLA CATEGORIA B
Codice: AA999
Componente: Andrea di Marino
Motivazione
La giuria apprezza la coerenza del progetto. La progettazione risulta essere molto articolata e curata nel dettaglio.

martedì 10 dicembre 2013

PREMIAZIONE CONCORSO DI IDEE AREA EX-BRETER

Si svolgerà il prossimo giovedì 12 dicembre a partire dalle 9,30, nell’Aula Magna del Politecnico di Milano (piazza Leonardo da Vinci 32) la presentazione dei dieci progetti finalisti, con relativa proclamazione dei vincitori, del concorso di idee per architetti e urbanisti “Tra Pubblico e Privato: nuove forme del vivere, del lavorare, dell’abitare”, destinato al rilancio di un’area di più di 12mila metri quadri a Paderno Dugnano, che avevo segnalato in questo post http://osservatoriopgt.blogspot.it/2013/09/laboratorio-paderno-il-primo-concorso.html lo scorso settembre.

Il concorso è promosso dalla proprietà Padovani - MHS, con il supporto di Fondazione Politecnico di Milano e il patrocinio di Tec, la Scuola di Formazione del Gruppo Bosch in Italia.
Oggetto del bando, l’area industriale “MHS Riboldi-Toscanini” di Paderno Dugnano, di proprietà di MHS Spa, da anni conosciuta a livello locale come area Breter, nel cuore di Calderara.

Nel primo pomeriggio, alle 14.20, l’architetto Stefano Boeri terrà un evento, aperto al pubblico, sul tema “Sei idee per una metropoli della biodiversità. Sei stati di transizione tra città, natura e agricoltura. Sei energie per un nuovo modello di abitare”.

Al termine verranno proclamati i vincitori del concorso.