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lunedì 4 agosto 2014

SALTANO I FINANZIAMENTI PER LA SP46 RHOMONZA?

Che non si fosse fatto in tempo per il 31/12/2013 a fermare il finanziamento aggiuntivo dei 55 milioni di euro, inserendolo nella manovra finanziaria, confermando nei tempi la procedura e passando la palla al Ministero delle Infrastrutture Maurizio Lupi, prima DC poi Popolo della Libertà, poi di Forza Italia, poi di NCD, per realizzare il sottopasso tra Novate e Bollate lo sapevamo, ma che la Corte dei Conti mettesse in mora il Ministero delle Infrastrutture... dice tutto di come sia così ben "organizzato" lo Stato Italiano!

Un pachiderma e pure in letargo, in mano a gente immorale, che quando giura davanti al Presidente della Repubblica, probabilmente incrocia le dita, ecco l'Italia, un paese in grave declino.

Forse è solo confusione e non c'entra nulla il passaggio repentino tra schieramenti, oppure lo sdoppiamento di personalità e di appartenenza a gruppi e governi di ogni genere, fa si che si muova prima il braccio destro, poi il sinistro, poi quello di centro, poi ancora quello di sinistra, e poi ancora il destro, e così via, ma intenzionalmente, che sarebbe peggio.

Non che auspichi al velocizzare la procedura attinente la Rho-Monza, anzi, ma ne scrivo perché infastidito da come sia puntualmente dimostrato che il sistema Italia sia in grado di complicare l'esistenza in primo luogo ai cittadini e come ci stia portando rapidamente al Default.

Tornando al tema, mancare questo finanziamento vuol dire che il progetto del lotto ASPI arriverà sottoterra, in corrispondenza del tracciato Ferroviario, ma "congiungendosi" -non si sa come- con quello  che proseguirà fuori terra, come  previsto dal progetto di Serravalle.
Che pasticcio!

Eppure il "nostro" Renzie ha pensato bene di inserire nel decreto "Sblocca Italia"  il rifinanziamento di cui sopra, e così si prosegue, con altri ritardi però.

Ecco lo stralcio del provvedimento della Corte dei Conti, Delibera nr. SCCLEG/4/2014/PREV:

"Incombe al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti l’obbligo di provvedere alla revoca del finanziamento di 55 milioni di euro, ai sensi del comma 11 dell’art.18 del decreto-legge n.69 del 2013, per mancato conseguimento alla data del 31 dicembre 2013 delle finalità indicate dal comma 1 dell’articolo medesimo"

martedì 8 luglio 2014

ESONDA IL SEVESO


VASCHE DI LAMINAZIONE SI... VASCHE DI LAMINAZIONE NO

Questo il panorama "metropolitano" che abbiamo trovato nel nord Milano e lungo le strade di accesso alla città, questa mattina.

Esondazione a Palazzolo - Paderno Dugnano
Le "vie d'acqua a Milano" qualcuno ha ironizzato sui social network, ridicolizzando le ipotesi di deviazione di canali e/o scolmatori che dovranno convogliare ...chiare e fresche et dolci acque al sito di EXPO, devastando però grandi aree verdi o parchi consolidati come il parco di Trenno.

Certo il tema delle "vie d'acqua" a Milano ha origini ben più antiche, e si tratta di un progetto di Leonardo Da Vinci, che in una sua visione immaginifica "vedeva" Milano servita da canali e corsi d'acqua in parte coperti o sottostanti gli edifici ed in parte scoperti.

Un grande progetto di ingegneria idraulica; sono rimasti due navigli e mezzo di questo progetto urbanistico-paesistico significativo per la città (l'ultimo e l'unico probabilmente che Milano ricordi).
Presso il Museo della Scienza e della Tecnica sono visibili i modellini di questo studio Leonardesco, che invito a visitare, in quanto tema di estrema attualità, ma quello che Leonardo non poteva prevedere era che Milano avrebbe dovuto servire un fiume ...di macchine.
Quindi son stati chiusi i navigli, tranne quelli a sud di Milano, e luoghi belli e caratteristici di Milano sono spariti, come el tombon de san marc, il ponte delle gabelle, lo stesso ponte di San Marco (sempre a Milano, non a Venezia).

Milano - Viale Suzzani
Milano - Viale Fulvio Testi / Piazzale Istria

Personalmente penso si possa guardare ad altri esempi per capire se questi bacini temporanei possono avere anche valenze paesistiche e non essere un mero volano per il deflusso di piogge ormai sempre più disastrose per il nostro territorio.
L'urbanizzazione e la copertura dei terreni ha reso senz'altro il terreno meno permeabile e quindi la prima causa di queste esondazioni è strettamente connessa al consumo indiscriminato di suolo.
che scoperta diranno gli addetti ai lavori, ma è proprio così, il dissesto idrogeologico è spesso causato dalla urbanizzazione incontrollata.

E la città è consolidata, costruita al ritmo di 8 mq al secondo (cit. Finiguerra), come si può pensare di liberare l'alveo del torrente a Milano, ma anche in Provincia dove non c'è più spazio?
Quale può essere la soluzione, acclarato che l'urbanizzazione (e non solo a Milano, ma soprattutto a nord di Milano) ha stretto sempre più lo spazio al torrente?

Cercando di essere propositivi, guardiamo al caso del PLIS del Molgora a est di Milano dove si studiano sistemi idraulici di compensazione delle portate d'acqua e si associano progetti di ri-naturazione delle sponde, come nel caso di Bussero, porta del Parco Agricolo, che ritengo un caso simile a quello di Paderno Dugnano.
La stessa Paderno Dugnano soffre in caso di esondazione del torrente, ed una soluzione va trovata, ma dove, questo sarebbe il problema per molti?
Non sia così semplice definirne la localizzazione e credo fermamente sia il come, il tema da approfondire.

Allora tutti intorno ad un tavolo per capire cosa e come si possa fare a risolvere la questione, perché può anche essere che la localizzazione delle vasche di laminazione sia o meno corretta a Senago o Paderno, ma non si può non prescindere lo studio del territorio di area vasta, ossia ancora più a nord di questi due paesi.
Insomma come Milano si rivolge a Paderno e Senago, ritengo Paderno si possa rivolgere ad altre amministrazioni per lavorare lungo tutta l'asta fluviale.

La amministrazione padernese in carica sino al 2009 aveva avviato un programma di studio sul "Parco Fluviale del Seveso", iniziando un lavoro in modo puntuale, sia dal punto di vista ambientale che idrogeologico, ma localizzando gli studi a Paderno Dugnano.

E l'AIPO ha svolto studi sull'assetto idrogeologico del torrente Seveso, eppure non è stato mai pubblicato (intendo con decreto ministeriale) un Piano di Assetto Idrogeologico che identifichi le fasce di esondazione con ricaduta a breve/medio/lungo periodo per limitare le edificazioni nei pressi degli argini di quello che torrente era e torrente resta, visto le enormi differenze di capacità/portata che lo caratterizzano.
Perché il fiume, in quanto fiume, ha delle portate idrauliche costanti, mentre un torrente non ha queste caratteristiche e la disciplina dei suoli va governata con responsabilità integrando questi studi nel governo del territorio e non garantendo a vita edificazioni in aree non adeguate come sempre, per fare cassa con gli oneri di urbanizzazione.

Il fatto di avere un torrente in "ambito urbano" è noto a tutti, amministratori locali compresi.
Solo che i piani di governo del territorio non li hanno mai conformati a queste realtà ed alle loro ricadute (le esondazioni) dannose per le attività umane, non solo economiche.

In questi ultimi 5 anni si è solo sentito parlare di Vasche di Laminazione (invasi artificiali -posti a nord di Paderno D.no nel quartiere di Palazzolo e Senago- che fungono da vasche temporanee per frenare la prima pioggia, ossia l'onda che oggi si riversa in modo repentino in sezioni idrauliche non più adeguate).

PLIS Molgora 

Tornando al Molgora, il tema progettuale, scaturito dalla necessità di realizzazione della vasca di laminazione del torrente, nei territori dei comuni di Bussero e di Gongorzola, ha attivato una serie di interventi volti alla creazione di un vasto luogo di fruizione a forte valenza naturalistica. 

Il progetto ha preso spunto da uno studio di fattibilità idraulica, che ha previsto l’asportazione di terreni vegetali per circa 3 mt rispetto alle attuali quote di campagna e il taglio della vegetazione delle ripe a ridosso del torrente, prevedendo poi la sistemazione delle aree all’interno della vasca di laminazione e della riorganizzazione dell’assetto di mobilità lenta, localizzata in prossimità della vasca e sugli argini stessi. 

Gli obbiettivi per un intervento anche sul torrente Seveso credo siano riassumibili cosi:
  1. ri-naturalizzazione della vasca volano attraverso interventi di ingegneria naturalistica;
  2. caratterizzazione dello spazio, elemento di interesse naturalistico/ambientale, in relazione al sistema fruitivo interno ed esterno all’area, ossia in connessione con il sistema dei parchi di livello sovraccomunale o regionale;
  3. individuazione di funzioni compatibili alla particolare destinazione d’uso dell’area;
  4. creazione di un sistema ciclo pedonale di supporto al sistema fruitivo dell’intero comparto del Plis e del Villoresi
E per non continuare a spostare il problema e le responsabilità di governo in governo, che sia la politica a dare impulso propositivo affinché si trovino le soluzioni alternative, e chiedendo a Regione Lombardia di aprire dei tavoli di lavoro, perché il Nord Milano non può farsi trovare impreparato.

Rimando qui ad un articolo scritto nel 2010 dalla insegnante padernese Nicoletta Saita e pubblicato da PadernoForum, il blog del giornalista Arcari, perchè alcuni spunti sulle azioni che la politica può mettere in campo ci sono.





lunedì 7 luglio 2014

MILANO - IL NUOVO REGOLAMENTO EDILIZIO IN VISIONE DAL 7/7 al 21/7

In libera visione il nuovo Regolamento Edilizio del Comune di Milano, ecco il termine per presentare le
Osservazioni

La deliberazione consiliare di adozione del nuovo Regolamento Edilizio del Comune di Milano è stata pubblicata all’albo pretorio dal 18 giugno al 3 luglio 2014.
A far tempo dal 7 luglio, il Regolamento sarà depositato in libera visione al pubblico per quindici giorni consecutivi, e quindi sino al 21 luglio, presso la Segreteria dello Sportello Unico per l’Edilizia.
Così come previsto dal combinato disposto degli articoli 14.3 e 29 della legge regionale 11 marzo 2005 n. 12 “durante il periodo di pubblicazione, chiunque ha facoltà di prendere visione degli atti depositati e, entro quindici giorni decorrenti dalla scadenza del termine per il deposito, può presentare osservazioni”.
Il termine per presentare le osservazioni scadrà pertanto il 7 agosto 2014.

venerdì 4 luglio 2014

CONCORSO INTERNAZIONALE - CAVALCAVIA BUSSA A MILANO

CONCORSO BANDITO DAL COMUNE DI MILANO PER LA RIQUALIFICAZIONE FUNZIONALE DEL CAVALCAVIA BUSSA

Vista Modello dalla banchina ferroviaria


"Ideare un ponte o un viadotto è una cosa meravigliosa, un sogno per i progettisti.
Manufatti particolari, diversi dagli altri, si staccano dal terreno e spiccano il volo.
Hanno una doppia vita, una inferiore dove scorrono l’acqua o mezzi di trasporto e una superiore, aerea e a se stante.
Progettare il lifting di un viadotto è una cosa diversa, ma sempre coinvolgente.
Come in questo caso dove un impianto destinato a uno statico e noioso parcheggio si trasformerà in un area pulsante, piena di vita nel cuore nuovo della città di Milano.
Un luogo dove si potrà fare dello sport differenziato, dove i bambini potranno giocare in mezzo al verde, dove fare shopping, assistere a spettacoli, eventi e concerti, ballare, consumare cibi e bibite, ammirare fontane scultoree e opere d’arte"

Questa è la prolusione del nostro progetto che purtroppo non ha passato la selezione tra gli oltre 100 partecipanti di livello internazionale.
Lo ritengo un bellissimo lavoro di riqualificazione e recupero senza "occupazione" di nuovo territorio, anzi con la restituzione alla città di spazi sia ludico-ricreativi, oltre che per eventi culturali, dove stare bene.
"Nuovi" spazi per la città e per le persone, posti su di un ponte lungo oltre 250 metri e largo 36, un elemento di congiunzione tra due quartieri, l'Isola e Garibaldi, di circa 9.000 mq.

Le varie attività proposte sono:

Skate Park
Aree verdi con sedute
Area attrezzata con fontana e bar
Spazi di servizio per eventi
Auditorio spettacoli, proiezioni, eventi, musica, mostre, gioco libero
Campi di calcio A5 e Basket, di cui uno dotato di tribuna coperta
Parco giochi
Giochi d’acqua per bambini
Aree di riposo nel verde
Palestra di roccia
Velo-stazione
Parcheggi
Impianti fotovoltaici, solare-termico, recupero acqua piovana, illuminazione led
Modello - Studio per un auditorium
Modello - Studio della vela di copertura
Vista Modello - la bici-stazione

La ciclabilità è punto cardine del progetto e qualifica la viabilità del ponte, oggi destinato a brutto parcheggio e corsia di transito veicolare, con un livello più alto di sostenibilità ambientale.
Sotto il profilo energetico il progetto vede la dotazione di pannelli solari fotovoltaici del tipo a film sottile, che ben si adattano alla sagoma delle coperture ad ala, poste sia sul ponte che a copertura della velo-stazione. 
Modello - dettaglio aree ricreative e per lo sport



























mercoledì 25 giugno 2014

PUBBLICATO IL 18 GIUGNO IL NUOVO REGOLAMENTO EDILIZIO DI MILANO

Pubblicato il nuovo Regolamento Edilizio di Milano

E' stata pubblicata sull'albo pretorio del Comune di Milano mercoledì 18 giugno 2014 la delibera del Consiglio Comunale di Milano del 14 aprile 2014, n. 9, di adozione del Nuovo Regolamento Edilizio , comprensiva dei vari emendamenti votati in Consiglio.

Al fine della presentazione delle eventuali osservazioni, la legge regionale 12/2005 e s.m.i. per il Governo del Territorio stabilisce che “La deliberazione di adozione è depositata per quindici giorni consecutivi nella segreteria comunale, unitamente a tutti gli elaborati; gli atti sono altresì pubblicati nel sito informatico dell’amministrazione comunale; del deposito e della pubblicazione nel sito informatico dell’amministrazione comunale è data comunicazione al pubblico mediante avviso affisso all’albo pretorio.” (art. 14, comma 2).
La pubblicazione della delibera presso l’Albo Pretorio ha quindi la finalità, molto importante, di rendere possibile la presa visione del testo del Nuovo Regolamento Edilizio comprensivo di tutti gli emendamenti presentati in sede di discussione consiliare ai fini della adozione del documento: questo è, quindi, il testo da cui partire per proporre le eventuali osservazioni entro gli ulteriori quindici giorni, come previsto dal comma 3, "durante il periodo di pubblicazione, chiunque ha facoltà di prendere visione degli atti depositati e, entro quindici giorni decorrenti dalla scadenza del termine per il deposito, può presentare osservazioni."
Entro sessanta giorni dalla scadenza del termine di presentazione delle osservazioni, a pena di inefficacia degli atti assunti, la Giunta comunale approva il Regolamento Edilizio decidendo nel contempo sulle osservazioni presentate.

Che significa che intorno al 18 settembre il Regolamento dovrebbe essere pubblicato definitivamente.

lunedì 17 giugno 2013

RHO MONZA - Il Governo del fare... emana il Decreto "del fare" la RhoMonza

14 giugno 2013 - Assemblea della Rho Monza, organizzata dal comitato dell'interramento Padernese, con la presenza di Politici, rappresentanti delle istituzioni di ogni livello (comunale, provinciale, regionale e statale), rappresentanti delle associazioni e cittadini

15 giugno 2013 - Varato dal Consiglio dei Ministri, il cosiddetto “Decreto Fare“, che dispone il finanziamento delle infrastrutture ritenute strategiche su tutto il territorio italiano, tra cui la Rho Monza, garante del collegamento da est verso il sito di EXPO.

Sembra si tratti di un vero e proprio caso di "causa/effetto".
Invece è questo il vero dato preoccupante!
Il Ministero dei Trasporti istituisce un fondo di 2.030 milioni di euro per il completamento delle opere già in corso (come Pedemontana e TEM) e per le nuove opere come la Rho Monza.

Sono 50 milioni di euro stanziati per la copertura finanziaria del lotto 3 - di competenza ASPI.

"Commenta Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture: «Diamo un segnale molto importante per accelerare le opere di Expo sulla base dell'impegno che il presidente Letta e tutto il governo avevano preso con Milano. Abbiamo fatto uno sforzo eccezionale, ora i fondi ci sono. Dobbiamo misurarci sui tempi, che abbiamo chiesto siano molto serrati». La Rho-Monza è un'opera fondamentale per la viabilità intorno a Milano. Se il traffico da Ovest avrà collegamenti agevoli con il sito Expo, il flusso di auto da Est (in arrivo da Venezia) secondo le analisi sarà molto più massiccio e complicato da gestire: per questo sarà necessario il tratto Rho-Monza. Il progetto è diviso in tre lotti, due dei quali in gestione alla Serravalle e già a posto con le risorse. Il terzo è quello finanziato sabato da Roma con 55 milioni".

Si rassegni ora chi immaginava che il lotto di Paderno Dugnano sarebbe stato stralciato.
Ogni guerra è fatta di strategia e il Ministero delle infrastrutture (che sembra sempre più un ufficio delegato del Ministero della Difesa - di EXPO), di strategia ne mette in campo a iosa.

Le dichiarazioni del Ministro Lupi sono chiarissime:

-          Tratto Serravalle è a posto, già coperto/finanziato
-          Tratto ASPI è a posto, finanziato con il Decreto "del fare"

Questo comunicato dichiara la fase finale della guerra contro Paderno Dugnano.
 
Atti di impegno davanti al popolo -per tenere buone le assemblee e i cittadini- e il giorno dopo la nefasta notizia.

Insomma non c'è EXPO senza collegamento viario da est a ovest.

Credo anche che alla apertura dei cantieri, che saranno presidiati da camionette, carri armati e altro, metteranno nel campo di battaglia tutte le... "forze armate" a disposizione e sono quasi certo che troveranno le risorse per pagare, chissà quanto in più, per avere cantieri aperti 24h su 24h, stringendo il programma lavori, nel rispetto della data di apertura di Expo.

Alla luce di questa novità sono ancor più colto da rabbia e delusione per come nel nostro paese si pensi di "fare" qualsiasi cosa.
Questa è sempre stata la "risposta" alle istanze del territorio.
Non importa più a nessuno se l'opera si farà male, l'importante è farla comunque.
Altro che bel paese.

Nota a margine: il PGT Padernese, appena divenuto realtà, è già da cambiare.
Sarà da adottare una variante che contempli il progetto Rho Monza.


venerdì 25 maggio 2012

EXPO 2015? Che Vergogna....

E' veramente incredibile, leggete qui:

"Aperta un'inchiesta per turbativa d'asta in relazione al primo appalto dell'Expo. Emerge da una visita fatta questa mattina dalla guardia di finanza presso la sede di Metropolitana Milanese spa. I pubblici ministeri Paolo Filippini e Antonio D'Alessio, del dipartimento che si occupa di reati contro la pubblica amministrazione e coordinati dall'aggiunto Alfredo Robledo, hanno inviato i finanzieri del nucleo di polizia tributaria in via Vecchio Politecnico".

Una "garetta" d'appalto da 90 milioni di euro, ndr.

Leggevo su Repubblica questa mattina dell'esito del bando appena concluso dalla prima nazione aderente al grande evento internazionale che si svolgerà a Milano, il padiglione rappresentativo della Confederazione Elvetica.
Gli altri paesi fanno seriamente, mentre da noi il dibattito, in certi ambienti, verte ancora sul fare o non fare expo2015, ma sappiamo bene che il programma di opere serve e gli stanziamenti sono già previsti, nonostante il tempo sia trascorso tutto per la querelle sul nodo delle aree ormai sciolto, che vedeva i rapporti di forza tra Provincia e Regione.
L'Expo 2015 si farà.

Insomma ne parlavo con una collega che, passando sempre questa mattina dalle parti del quartiere interessato dall'evento, mi riportava la notizia delle attività in corso per alcune opere provvisionali e recinzioni che si vedono installate da poco ed a delimitazione del sito dove sorgerà l'expo di Milano.

Non ho fatto in tempo a scrivere il post che volevo pubblicare per descrivere il progetto del padiglione della Svizzera che dal sito di Repubblica mi imbatto in questa notizia, e la rabbia monta!

Come è possibile che l'Italia si distingua nel 2012 alla ribalta per l'evento di portata mondiale?

Una volta l'Italia era all'avanguardia per la cucina, lo stile, il design, la moda, l'impresa manufatturiera, tessile e altro ancora, oggi?
Per truffe, malaffare e appalti governati, insomma per i soliti appalti truccati.
Ed è una vera vergogna.

Appena giunti alla linea di partenza siamo già una vergogna di portata internazionale, al primo appalto già indaga la Procura per turbativa d'asta!

Vi rimando al sito per la lettura dell'articolo:

http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/05/25/news/expo_inchiesta_sul_primo_appalto_i_pm_indagano_per_turbativa_d_asta-35899604/

giovedì 24 maggio 2012

PGT MILANO - APPROVATO IL PIANO


Ricevo dallo Studio Belvedere la presente segnalazione:

"Segnaliamo che, nella seduta del Consiglio comunale del 22 maggio 2012, è stato definitivamente approvato il Piano di Governo del Territorio del Comune di Milano.

Ricordiamo che, ai sensi dell’articolo 13, comma 11, della L.R. 11 marzo 2005 n. 12, “gli atti di PGT acquistano efficacia con la pubblicazione dell'avviso della loro approvazione definitiva sul Bollettino Ufficiale della Regione”.

Non resta quindi che attendere che il Comune provveda a tale adempimento e ciò a seguito dell’aggiornamento di tutti gli atti costituenti il PGT in coerenza con le modifiche apportate dal Consiglio comunale in sede di controdeduzioni alle osservazioni".

Per approfondimenti vi rimando al sito dello Studio Belvedere:




venerdì 18 maggio 2012

PGT MILANO - LUNEDI' IL VOTO E SI ANNUNCIANO GIA' I RICORSI

Il PGT mette Pisapia under pressure.

Le opposizioni a Palazzo Marino ieri hanno messo in scena, nell’aula del Consiglio comunale, riunito per il Pgt, una protesta - forse ispirata dagli artisti che occupano da giorni la Torre Galfa - con cartelli e bavagli sulla bocca, indossando mascherine da chirurgo e i soliti fazzoletti verdi demodeè, con botta e risposta tra il capogruppo pidiellino Carlo Masseroli e il presidente del consiglio Basilio Rizzo.

Le opposizioni hanno chiesto che il sindaco relazioni sulla cessione di SEA e sugli eventi di MACAO, movimento del Centro per le Arti e la Cultura, ovvero per la messa in atto di una protesta volta ad occupare la Torre Galfa, di proprietà dell'immobiliarista Ligresti, da parte degli artisti in cerca di più spazi e politiche a favore dell'arte e per la cultura, ma Pisapia ha deciso di non intervenire in aula.
Ha però mandato l'assessore Boeri in via Galvani.

Per questo motivo e in dissenso sulla gestione dei tempi del dibattimento, in serata le oppposizioni hanno deciso la "salita sull’Aventino".
Fino al voto finale sul Piano di governo del territorio, previsto per lunedì 21 maggio 2012, i consiglieri del gruppo PdL non saranno più in aula e annunciano il ricorso ad un’altra aula, quella del tribunale.

Ma del PGT, qualcuno ci dice qualcosa?
Insomma vanno bene le prese di posizione, le linee di pensiero ed anche le posizioni opposte degli oppositori che si chiudono arroccati pronti a sferrare un attacco avanti al tribunale amministrativo, ma qual'è la materia del contendere?

mercoledì 22 febbraio 2012

PGT - Trasformazioni antistoriche del territorio?

Ho ricevuto un commento ad un post e colgo l'occasione per pubblicare un approfondimento in merito alla modifica che la nuova giunta Pisapia ha introdotto al PGT di Milano.
La attribuzione di edificabilità alle aree agricole e la loro perequazione.
Se ne parla sul blog Arcipelagomilano, settimanale milanese (on-line) di politica e cultura.

"Come in quasi tutti i nuovi Piani di Governo del Territorio, anche il Comune di Milano ha rinunciato alle zone di espansione sul verde agricolo, che erano state la caratteristica dei piani regolatori del ‘53 e dell’80. Questa rinuncia al consumo di territorio c’era già nella versione Moratti, dove le cubature prodotte dal Parco Sud erano da trasferire nel centro abitato, ma il Parco Agricolo non era toccato, anzi, grazie alla perequazione queste aree sarebbero passate gratuitamente al demanio comunale per la realizzazioni dei Parchi di Cintura Urbana, per realizzare i quali si dovrà ora passare per l’esproprio.
Fatta però la condivisibile scelta del contenimento delle espansioni, è chiaro che lo sviluppo edilizio si dovrà concentrare sul recupero e l’ammodernamento degli edifici esistenti, sull’utilizzo delle aree industriali dismesse, sugli scali ferroviari e sul ridisegno urbanistico delle zone più degradate, cioè sulla città costruita. Dovendo lavorare su di questa, diventano essenziali due nuovi concetti che il PGT propone: la conferma delle volumetrie esistenti e la liberalizzazione delle destinazioni d’uso.
Nel vecchio PRG dell’80 in caso di demolizione e ricostruzione veniva perso il volume eccedente l’indice fondiario assegnato dalle Norme Tecniche di Attuazione e le destinazioni erano quelle previste dalla Zonizzazione di Piano. È con sorpresa quindi che, nelle proposte per modificare il PGT adottato e date le premesse di cui sopra, notiamo che non tutti i cambi di destinazione potranno mantenere il volume esistente. Infatti il passaggio dalla destinazione industria/laboratori a quella residenziale sarà penalizzata. E questo cambio di destinazione sarà la scelta prevalente degli operatori perché il mercato, oggi, richiede residenza, commerciale, terziario ma non più industria e laboratori.
Questa scelta di privilegiare destinazioni senza mercato era già stata fatta nel PRG dell’80 quando, ormai imperante la terziarizzazione, erano state previste enormi aree destinate a industria e microscopiche aree destinate al solo terziario amministrativo (inteso come enti pubblici). Così, siccome i grandi mutamenti economici o li si prevedono o non si riesce a fermarli, cominciò la terziarizzazione abusiva, (poi condonata), di interi quartieri residenziali della città, ma le aree industriali rimasero vuote, o riempite di attività poco pregiate e comunque in contrasto di Piano (sfasciacarrozze o depositi di materiale poco pregiato). Più tardi, in seguito a un accordo tra un operatore edilizio e il Comune, si permise di costruire sulle aree industriali solo la componente terziaria che grazie ad accomodanti interpretazioni, costituiva il 50% del volume costruibile e che segnò il territorio milanese di gruppi di torri vetrate di bassa qualità architettonica e qualitativa, senza razionali collegamenti con la città operativa, al punto da restare per anni vuote e non utilizzate.
Anche nello sviluppo dei Piani di Recupero legati ai PIO (Piani di Inquadramento Operativo) obbligatori nello sviluppo delle zone B2, l’Amministrazione Comunale impose agli operatori massicce dosi di laboratori o depositi non giustificate da indagini di mercato, che a volte misero in dubbio la fattibilità degli interventi. È da queste imposizioni irragionevoli, che prese piede poi la trasformazione abusiva di questi laboratori in “loft”, uffici o destinazioni commerciali, per poter completare i Piani di Recupero. E questa procedura, anche se non conforme alle Convenzioni stipulate in ogni Piano, rese comunque più accettabile il disegno urbano di queste zone della città.
Nonostante tutto ciò abbia procurato preoccupazioni agli imprenditori e una irreversibile bassa qualità del disegno urbano, nel nuovo PGT sembra si voglia riproporre la difesa di una destinazione che nessuno più richiede in città. Difesa che comunque non è negata, perché la liberalizzazione delle destinazioni d’uso dà anche la possibilità, per chi vuole, di realizzare industrie o laboratori.
Se si guarda Milano dall’alto si vedrà che tutti i Comuni limitrofi alla città si sono dotati di grandi aree industriali spaziose e ben collegate alle infrastrutture autostradali. Gli operatori di queste aree sono usciti in gran parte da Milano, nonostante le ampie zone industriali previste dal PRG, attirati dai prezzi più convenienti delle aree, dall’atteggiamento più amichevole delle strutture politiche e amministrative dei piccoli Comuni, dalla ridotta conflittualità con le residenze confinanti e dalla più facile movimentazione delle merci dovuta appunto alla vicinanza di grandi infrastrutture.
Per trovare una conferma della importanza della libertà di destinazione d’uso, bisogna fare anche una riflessione storica sullo sviluppo delle città europee, dove le costruzioni esistenti sono stati dei contenitori che durante l’ultimo secolo hanno cambiato destinazione molte volte, seguendo la linea di sviluppo dettata dai grandi avvenimenti storici: l’industrializzazione, la fine delle monarchie, la formazione delle democrazie, l’intrusione delle dittature, le guerre, la nascita del terziario e lo sviluppo del commercio. Forse solo le birrerie tedesche sono ancora al loro posto e nello stesso edificio, a volte ricostruito identico dopo la distruzione causata dalle guerre, ed è stato così anche per le chiese. Ma per il resto tutto è cambiato, le città si sono generosamente offerte, con la trasformazione d’uso dei suoi edifici, alla evoluzione della società.
Chiedere oggi a Milano, città che è rimasta indietro nel suo adeguamento rispetto a tutte le città europee, la protezione di alcune destinazioni come laboratori e industria è veramente antistorico
", scrive Gianni Zenoni e come non condividere questo punto di vista?

La situazione è molto più complessa in quanto afferisce ad una realtà socio-economica che muta e "la città", sebbene costituita da elementi immobili, si presenta con una dinamica, se volgiamo lenta, che segue le trasformazioni sociali.
E con queste bisogna fare i conti.
Il Documento di Piano fonda sulle indagini conoscitive le linee programmatiche di futuro governo del territorio.

sabato 18 febbraio 2012

PGT MILANO - Pisapia revoca le Controdeduzioni della precedente Giunta Moratti

A Milano è già dallo scorso novembre che l'amministrazione ha proceduto ad annullare la Delibera delle Controdeduzioni alle osservazioni al PGT in quanto, a dire della nuova guida di Palazzo Marino, non erano state recepite nello spirito in cui molte erano state proposte.
Ma di quali Osservazioni si parla?
Sicuramente quelle che tendono a richiedere minore perequazione dalla aree oggi destinate a Parco (Agricolo Sud).
Criterio contenuto nelle linee guida della LR 12/05 che stabilisce dei nuovi principi di acquisizione bonaria di aree strategiche per le AC.
Molti dei parchi peri-urbani della cintura Milanese e delle provincie limitrofe sono "istituiti" ma si presentano con deboli istituti giuridici.
E' il caso a noi tutti noto è quello di Paderno D.no e Cinisello B.mo del Parco Grugnotorto.
Aree destinate o perimetrate dagli strumenti di governo del territorio, in massima parte di proprietà privata che non hanno una reale conformazione.
Spesso in questi "parchi" si contemplano discariche abusive, orti abusivi, coltivazioni ma anche magazzini o depositi, a volte attività (commerciali) come i vivai, cave, e quant'altro.
Se le Amministrazioni non possiedono i terreni, come possono acquisirli per costituire seriamente delle aree di protezione anche naturale o di riequilibrio delle urbanizzazioni?
La perequazione su questo assunto fonda la sua valenza.
Il privato proprietario cede bonariamente alle AC o ad altri enti le aree strategiche (ad esempio per la creazione e strutturazione di un parco) garantendo l'equivalore della acquisizione con la traslazione di queste volumetrie in altre aree del territorio.
Se l'obiettivo più grande è quello della acquisizione delle aree strategiche, appunto, per quale motivo poi si debba discutere l'impianto di questo sistema normativo non mi è chiaro.
Questa è il maggiore pregio della LR 12/05 e ritengo singolare e risibile ogni tentativo di aggirarlo per mantenere lo status quo.

Più che governo del territorio lo definirei "non governo" del territorio, valutando le conseguenze anche pesanti che tale politica dell'immobilismo provoca al settore.

Il settore delle "costruzioni" ha il 75% dell'intera economia di mercato (dal mercato del lavoro in senso generalizzato, per la produzione di materiali, per i trasporti, per la commercializzazione, per la promozione degli stessi, per le attività collaterali come quelle della pubblicità o delle agenzie di promozione, delle attività professionali tutte -notai, avvocati, architetti, ingengeri, geometri, geologi, periti - e delle attività della stessa Pubblica Amministrazione, ma fino anche alle attività delle imprese di servizi e delle imprese di costruzione - e, se non fosse chiaro, dare impulso o non dare impulso in tal senso comporta crescita e sviluppo o stagnazione e inviluppo (non certo decrescita).
Non è in gioco un modello di sviluppo economico in questo momento, ma occasione di cogliere una opportunità mediante la novità della perequazione per rigenerare degli equilibri.

Comque, tornando al caso di Milano, vi informo che il Consiglio Comunale, nella seduta del 21 novembre 2011 (Delibera n. 60), ha approvato la revoca ai sensi e per gli effetti dell'art. 21 quinques della legge n. 241/1990 e s.m.i., della deliberazione consiliare n. 7 del 4/02/2011 avente ad oggetto "Controdeduzioni alle osservazioni e approvazione definitiva del Piano di Governo del Territorio articolato nel Documento di Piano, nel Piano dei Servizi e nel Piano delle Regole, ai sensi e per gli effetti dell'art. 13 della L.R. 11 marzo 2005 n. 12e s.m.i.".
La trovate sul sito del Comune di Milano, al seguente link:

http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDM?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/ContentLibrary/ho bisogno di/ho bisogno di/PGT_EMENDATO&categId=com.ibm.workplace.wcm.api.WCM_Category/IT_TAX_Bisogni_37/f789020044a9ba01b691bfa6efd47d08/PUBLISHED&categ=IT_TAX_Bisogni_37&type=content

lunedì 23 gennaio 2012

Milano PGT - Fuori dal Parco Sud

Leggo la notizia dal sito di Repubblica e non mi sorpendo del fatto che la nuova guida della città di Milano inizia a stralciare con la mannaia le previsioni edificatorie che il piano di Masseroli attribuiva ad aree comunque inedificabili site all'interno del Parco Agricolo Sud Milano (che per intenderci cerchia ad anello, il sud della città di Milano da Forlanini sino a Trezzano sul Naviglio).
Sono ben 840.000 mc in meno, che erano volumetrie trasferibili secondo l'impianto della nuova legge 12/05 per i PGT, collocati dalla Moratti nel solo ambito "porto di mare".
Nel nuovo documento, il Parco non genererà più indici edificatori.
Un punto su cui anche Claudio De Albertis, il presidente dell’associazione dei costruttori, non solleva obiezioni: «Con il piano-Masseroli, le volumetrie generate dal Parco Sud erano addirittura in esubero».
Traduzione: in tempi di crisi sarebbero state troppe per un mercato che già oggi fatica a realizzare tutto quello che potrebbe.

Sono altre le richieste che, alla vigilia della discussione del Piano in giunta lunedì, arrivano dagli imprenditori: «Oltre alle regole — aggiunge De Albertis — , per noi rimane fondamentale la gestione della macchina amministrativa e la possibilità di ottenere i piani e i titoli necessari per costruire in tempi decenti. Ci auguriamo, poi, che il Comune delinei delle politiche urbane chiare facendo delle scelte e indicando delle priorità».
Interessante il punto di vista dell'ANCE, insomma.

E l'altra grande novità è che rispetto al vecchio Piano, non si parte più da un indice generale per Milano di 0,50 metri su un metro quadrato, ma da 0,35.
Sarà indicato anche un tetto massimo (indice 1) che si potrà raggiungere costruendo soprattutto case a basso costo o grazie a dei premi per il risparmio energetico.
Con il piano della Moratti si poteva arrivare, grazie ai trasferimeni volumetrici ed agli incentivi, sino ad un indice di 2,4 mq/mq.
Come si sarebbe potuto costruire altrimenti il modello di città "verticale" come la immaginava Masseroli?

lunedì 9 gennaio 2012

PGT MILANO 2012 - COME CAMBIERA' MILANO



Vi rilancio l'appuntamento di questa sera che ho trovato sul più popolare Social Network qualche giorno fa.
E' un partito che appoggia la colazione del Sindaco di Milano a presentare "IDEE E PROPOSTE PER IL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO".
Saranno presenti questa sera, 10 gennaio 2012, a partire dalle ore 21.00 presso l'Acquario Civico di Via Gadio, 2 a Milano, due ex-assessori della Provincia di Milano, P. Matteucci e P. Mezzi per presentare assieme a tante altre personalità alcune idee per la modifica del PGT di Milano.
Dopo l'azzeramento della delibera con le controdeduzioni al PGT di Milano, si potrà assistere al primo dibattito su "la Milano che verrà", con il PGT nelle mani di Pisapia. Per chi fosse interessato quindi ricordiamo che l'appuntamento è per questa sera alle ore 21.00.

martedì 4 ottobre 2011

GIORNATE ANTISMOG - DOMENICA A PIEDI E... IN SETTIMANA?

Pisapia, il sindaco di Milano scrive ai sindaci dell'hinterland.
Concordare le giornate ecologiche.
Letto in tal modo sembra ci sia all'orizzonte un programma di eventi culturali a tema, e forse è proprio così.

In verità le "giornate ecologiche" sono le uniche azioni di contrasto al forte inquinamento da PM10 che attanaglia Milano e Provincia.
E il piano antismog prevede (forse) anche lo spostamento in avanti dell'avvio degli impianti termici di riscaldamento, anche se dal prossimo weekend arriveranno i primi grandi freddi della stagione, come era immaginabile, vanificando forse queste previsioni.

Insomma l'inquinamento a Milano ha fatto suonare più di un campanello di allarme: lunedì è stato l'undicesimo giorno consecutivo di polveri sottili fuori legge, e l'ordinanza dell'ex sindaco Moratti (ancora in vigore) scatta al dodicesimo.
Qual'è la novità del sindaco Pisapia, quindi?
Adottare una diversa prassi e contattare per mettere daccordo i comuni contermini o adottare nuove politiche di contenimento dell'inquinamento da ...particolato & co. ?
E il sindaco ha deciso di scrivere ai «colleghi» dell'hinterland per organizzare un incontro. «Mi scuso se saremo costretti ad agire senza aver avuto un confronto con gli altri sindaci - ha affermato Pisapia, a margine della festa dei vigili - ma questo è dovuto a un provvedimento della precedente amministrazione che noi intendiamo rispettare finché non ci sarà una modifica».
Ma a chi tocca cambiare questa ordinanza della Moratti, se non a Pisapia?
Nella bozza del piano anti-smog di Pisapia è previsto che le domeniche a piedi non siano più legate all’emergenza smog, ma siano calendarizzate in anticipo, come giornate di «promozione della cultura ambientale».
Bene, e le azioni strutturali quali sono?

L’assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran, nella seduta congiunta delle commissioni Trasporti, Referendum e Commercio a Palazzo Marino riguardo all’emergenza smog e al blocco del traffico domenicale, ha illustrato una bozza della nuova «Disciplina per il contenimento dell’inquinamento atmosferico», con cui la giunta Pisapia intende modificare quella attuale, varata dalla giunta Moratti lo scorso inverno.
La bozza prevede il blocco di tutti i veicoli - anche i meno inquinanti - nella Cerchia dei Bastioni dal lunedì al sabato dopo 14 giorni di superamento dei limiti di Pm10.
Finora era previsto, in caso di 18 giorni consecutivi di sforamento dei limiti, lo stop all’interno della Cerchia dei veicoli paganti Ecopass.

Le norme sono costrittive e più severe, ma saranno quelle risolutive?

martedì 9 agosto 2011

EXPO2015 - Così parlò Zara-goni mangiandosi un Boeri

Come commissario straordinario, il sindaco Pisapia potrà accellerare opere e cantieri. Il governatore Formigoni è il rappresentante nei confronti del Bie e dei Paesi stranieri. Con un potere (inatteso) in più: quello di «indirizzo e controllo generale sui contenuti e temi» della manifestazione.
E sembrano partire da questo protagonismo della Regione anche per gli eventi, le considerazioni che Stefano Boeri fa, anche lui, su Facebook. Perché, rivendica l’assessore con deleghe ai contenuti di Expo, è Milano la vera protagonista: «Non dimentichiamoci mai — scrive e sottolinea con le maiuscole — che le Esposizioni sono promosse, ospitate, progettare da Una città. Sono le città, è Milano, a doverne governare la realizzazione e l’eredità. Milano e la Sua Expo».

Ecco le prime frizioni, in una logistica che dovrebbe vedere Milano protagonista ed invece oggi si trova a lavorare con "spirito di squadra" con una moltitudine di personaggi istrionici passando dall'AD Sala, al Governatore Formigoni passando per il sindaco Pisapia e per l'assessore milanese Boeri.

Boeri giudica la nomina di Pisapia «una garanzia fondamentale» e fa anche capire come la discussione sul rafforzamento delle sue deleghe per expo sarà la prima questione "calda" da sciogliere a settembre: «Molti mi chiedono, dopo le decisioni sui commissari e l’acquisto delle aree, che ne sarà delle mie deleghe a Expo. Rispondo che sono felice che Expo parta e che, se ci saranno le condizioni politiche e amministrative, farò di tutto perché parta nell’interesse dell’intera città».
Insomma adesso che c'è Zara-goni a che serve Boeri, si chiedono in molti!?

lunedì 8 agosto 2011

EXPO - Scelti i (2) Commissari: Pisapia + Formigoni

Tutta Italiana la soluzione individuata dal Presidente del Consiglio S. Berlusconi che venerdì 5 agosto ha firmato il decreto di nomina dei due supervisori di Expo, dopo il passo indietro di Letizia Moratti. Il sindaco di Milano assume il ruolo di Commissario Speciale, che gli era dovuto, ma la asegnazione di altri compiti al governatore Regionale sembra quasi un atto di "tutela" del governo che in questo modo sovraintenderà ogni e qualsiasi vertenza, nel caso si presentasse. Ma era anche il presidente del BIE ad auspicare una soluzione simile. Pisapia, nuovo commissario straordinario dovrà vigilare su tutto quanto riguarda l'organizzazione dell'evento, la realizzazione delle opere essenziali, infrastrutturali e dei servizi, parteciperà alle riunioni del CIPE (che delibera i finanziamenti per le opere) e potrà indire conferenze dei servizi tra le amministrazioni interessate.
Insomma una delega quasi totale, che forse mette spalle al muro il neo-sindaco quantomeno sulla questione Rho Monza, ma spero di venire smentito presto.
Pisapia avrà anche potere di deroga per la realizzazione delle opere potendo così anche accellerare l'iter dei lavori per le infrastrutture, qualora ci fossero intoppi (anche il rispetto delle normative).
Motivo questo che ha già visto sia Formigoni sia L. Moratti sotto inchiesta per la questione inquinamento. Derogare viene ammesso dal Governo nazionale ma non è (quasi) mai ammesso dalla Comunità Europea. Si preannuncia il disastro politico per Pisapia, sempre alla ricerca del consenso dei cittadini e della gente, con queste deleghe?
Per esperienza non credo alla "piena sintonia" quanto invece al confronto e quindi trascurando le linee di indirizzo, i super-poteri e la deroghe, veniamo al ruolo di Formigoni.
E' stato nominato Commissario Generale, in rappresentanza del Governo italiano nei confronti del BIE e degli stati che partecipano ad Expo, e il Commissario Generale dovrà "vigilare sulla organizzazione dell'expo, con un potere di indirizzo e controllo generale sui contenuti e temi dell'evento". Maggiore ingerenza sulle scelte e decisioni, quindi, altro che sintonia.
Oggi mi viene da pensare che forse Formigoni si è sbarazzato volentieri della Moratti, un competitor in casa troppo impegnativo e con la quale si era mostrato in contrasto proprio sulle questioni Expo (vicenda aree), mettendo subito sotto torchio il Commissario Straordinario.

martedì 12 luglio 2011

Urbanistica da rifare... Pisapia revoca il PGT di Milano

Il PGT approvato a febbraio 2010 dalla Giunta Moratti sarà revocato e riscritto. La Revoca riguarda la Delibera delle osservazioni avanzate da cittadini, associazioni e comitati. Quali?
Ne parlerò prossimamente in quanto sono in possesso di un documento emendato e praticamente respinto in toto dalla precedente Giunta, in cui alcuni contenuti sono interessanti, ma alcune di queste osservazioni sono anche forzatamente ideologiche, prive di quella visione generale ed incentrate sulle indicazioni di nuclei di interesse che si manifestano come "diffusi" ma in realtà così non sono.
Vero è che l'attuale PGT non esprime le linee strategiche della nuova maggioranza e al tempo stesso possiamo mettere da parte i risvolti legali perchè i diritti edificatori si costituiscono dal momento della pubblicazione del PGT.
Ed era il contrario con i PRG, perchè in quel caso era già l'Adozione a rendere concorrenti da subito la doppia normativa (prg vigente e prg adottato), e imponendo conseguentemente la doppia "verifica" dei parametri e degli indici urbanistici.
Con i PGT la Regione Lombardia ha previsto un iter differente, quindi condivido la lettura dell'assessore all'Urbanistica in tal senso, e assicura l'assessore De Cesaris: "Non è un passo indietro ma un passo avanti sia urbanistico sia giuridico: sul PGT pendono infatti due ricorsi al Tar (uno del suo studio - ndr) del tutto fondati, la revoca, quindi, accellera l'iter" e "(...) pubblicare il PGT e subito dopo avviare il procedimento della variante avrebbe significato consentire al piano di esplicare tutti i suoi effetti, dando a terzi il diritto di operare già durante la discussione della variante. In questo modo la città si sarebbe davvero paralizzata". Vero.
E comunque arriveranno ricorsi a pioggia ma, politcal scorrect, credo più promossi dalla minoranza per dare battaglia oltre i confini dell'aula di Palazzo Marino che per centrare l'obiettivo, quello di dare un nuovo Piano alla città di Milano.
A questo punto chiediamoci perchè l'ex-assessore Masseroli non portò in Adozione definitiva il PGT tanto adorato: solo perchè mancavano alcune correzioni grafiche sulle quali l'ufficio di Piano stava lavorando da mesi?
Come sempre accade sotto elezioni a Milano sono state fatte correre tutte le imprese che avevano cantieri aperti per la città in modo da presentare agli elettori una città rinnovata, ma perchè proprio sul PGT l'empasse?
Forse una mezza verità è che Masseroli non voleva portarlo a compimento perchè se si portava il PGT alla pubblicazione le DIA (e SuperDIA) in itere (quelle depositate da meno di 30 giorni e non ancora giuridicamente valide, se non alla scadenza dei 30 giorni) andavano in contrasto con le nuove norme del PGT.
Quanti sarebbero stati allora i contenziosi (sotto elezioni)?
Questo è un problema che ricorre e ricorrerà in tutte le Amministrazioni quando giungeranno alla pubblicazione definitiva del Piano.
La cosa assurda è che ogni volta che cambia la guida di una città con i PGT è tutto da rifare, nonostante i buoni propositi.
L'assessore De Cesaris precisa: "entro il 2012 presenteremo un piano rivisto e corretto, poi il piano che questa giunta sogna", ma il termine ultimo per l'approvazione del PGT è il 31 dicembre 2012, sempre che la Regione Lombardia non legiferi l'ennesima proroga per dare il solito aiuto ai Comuni che ad oggi non hanno ancora un PGT, diversamente si prospetta il commissariamento, altro fronte di scontro politico a questo punto. Sono curioso di sapere cosa intenderà fare il prossimo governatore della Regione Lombardia, che non sarà più Formigoni, per evitare di commissariare circa la metà dei comuni lombardi.

lunedì 4 luglio 2011

PISAPIA: COSI' CAMBIEREMO IL PGT...

"Cominceremo dalla casa per combattere il carovita"
E a Milano tutto costa, e di più, come ci fa sapere l'ISTAT.
Sul Commercio:
Nel breve periodo Pisapia intende valorizzare i mercati di zona "portando sui banchi i prodotti a chilometro zero coltivati nelle campagne attorno alla città" per poi "aiutare lo sviluppo dei Gas, i gruppi di acquisto solidale, non con incentivi economici ma dando loro degli spazi".
Ma a pesare sul bilancio familiare in primis è la casa.
E sulla Casa:
il nuovo sindaco dichiara guerra agli alloggi sfitti e indica la sua ricetta: "più housing sociale e la salvaguardia delle zone agricole" per rispondere alle reali necessità dei cittadini.
Dopo il Piano Casa, il Pane a Casa... e quindi saranno circa 2.000 gli alloggi di proprietà comunale che andranno sul mercato; non c'è che dire un discreto modo di fare cassa, anche se l'affitto degli alloggi dovrà essere calmierato, poi quello che in verità si prospetta lo dice chiaramente l'assessore Lucia Castellano: "Faremo quello che è scritto nel programma di Pisapia, anche a costo, sembra di capire, di vendere qualcosa del patrimonio immobiliare oggi sfitto o, almeno, di portare gli affitti delle case in pieno centro al livello dei canoni di mercato".
Quindi ritorna centrale la solidarietà sociale.
Chi più ha più paga, chi meno ha meno paga, ma è necessario anche attivare la macchina dei controlli sul territorio per valutare le reali condizioni dei "nullafacenti" (per il fisco) con alloggio in centro e non solo.
"Impediremo che il Pgt resti così com’è, serve più housing sociale per venire incontro ai problemi economici dei cittadini", ha detto il sindaco Pisapia, ma è lo zio (ormai) del PGT Carlo Masseroli, che dice: "Credo che il sindaco, prima di decidere cosa fare del Pgt, dovrebbe leggerlo. Scoprirebbe così che la sua strategia — housing sociale e valorizzazione dei terreni agricoli — è già tutta scritta in quel piano. Se invece vuole davvero cambiarlo ci spieghi come, perché finora non è stato ancora detto".
E in verità è tanto, ma non è abbastanza. Il PGT è uno strumento complesso, non è neanche solo Housing sociale.
Mi aspettavo un provvedimento estensivo, per la collettivitià, non solo per chi si sta per mettere alla ricerca di una casa a Milano.

Mi chiedo poi cosa intenda dire Pisapia con: "valorizzare i terreni agricoli".
Se si intende associare il significato "Risorsa" al valore agricolo, si sta per commettere un errore, perchè una Risorsa è qualcosa cui attingere nel momento del bisogno, oppure da tutelare, al tempo stesso.

Da Wikipedia: "Con il termine risorse naturali si intendono le energie, i mezzi, le forze ambientali e biologiche che sono proprie del nostro pianeta e che opportunamente valorizzate sono in grado di produrre ricchezza".

Chiarire prego, che ricchezza si vuole trarre dalla valorizzazione dei terreni agricoli?